Dal nostro inviato a Taormina

È una storia di grande desiderio di amore, di fragilità e di forza ritrovata quella che sabato 1 luglio trionfa all’edizione 2017 dei Nastri d’Argento: a Taormina, La tenerezza di Gianni Amelio si aggiudica il titolo di Miglior film nell’ambito dei premi assegnati ogni anno dal Sindacato Giornalisti Cinematografici. E l’importanza di un titolo, che è poi un gesto e un sentimento, viene accoratamente descritto dallo stesso regista: «Ognuno di noi si crede potente, immortale, superiore all’altro – racconta – e allora un gesto di tenerezza equivale per questo essere umano a un gesto di debolezza, a una confessione di impotenza o di fragilità. La tenerezza invece è sinonimo di forza da parte dell’individuo, perché – e qui cita Papa Francesco – equivale alla sua libertà».

Il film ha, poi, nel suo protagonista un altro grande vincitore: Renato Carpentieri, 73 anni,  si aggiudica il titolo di Miglior attore protagonista; emerge in pieno, in conferenza stampa, la sua emozione e soddisfazione per la vittoria, a distanza di ben 27 anni – come lui stesso ricorda – dall’esordio in Porte aperte dello stesso Amelio. All’attore campano, gli addetti ai lavori e i curiosi presenti in conferenza stampa gli attribuiscono un affettuoso applauso in piedi. Scherza, poi, nella serata al Teatro Antico, sui suoi colleghi non più giovani: «I premi a me e Montaldo (quest’ultimo vincitore del Nastro d’Argento per Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni, ndr) sono giusti perché, con tutto l’amore per i giovani segnano la riscossa della terza età».

Il film dell’anno, che si aggiudica altri due premi (Miglior regia e Miglior fotografia), non ottiene però il maggior numero di riconoscimenti, che va invece a Indivisibili di Edoardo De Angelis: la storia delle gemelli siamesi, che scoprono di potersi separare e di poter vivere senza l’ossigeno dell’altra, si aggiudica ben cinque premi, fra i quali Miglior soggetto e costumi.

Il titolo di Miglior commedia va a L’ora legale di Ficarra e Picone: i due comici siciliani, in questi giorni impegnati in teatro a Siracusa nella commedia Le Rane di Aristofane, piacciono molto – dopo il successo di pubblico – anche alla giuria dei Giornalisti Cinematografici. E il loro produttore, Attilio De Razza, si aggiudica il premio per la Miglior produzione del film e per il drammatico Indivisibili (quest’ultimo insieme a Pier Paolo Verga).

Fa il bis di premi Jasmine Trinca: dopo il Festival di Cannes è ancora lei la Migliore attrice protagonista per il ruolo drammatico in Fortunata di Sergio Castellitto. Come “non protagonisti”, tra gli uomini premiato Alessandro Borghi, sempre per Fortunata ma anche per Il più grande sogno di Michele Vannucci; tra le donne, premiate ex aequo Sabrina Ferilli per Omicidio all’italiana e Carla Signoris per Lasciati andare. Premio per la Miglior sceneggiatura a Francesco Bruni per Tutto quello che vuoi.

La serata in Teatro riserva, poi, un’affettuosa accoglienza per Erminia Manfredi: la moglie del grande Nino consegna, insieme alla figlia Roberta, il premio dedicato al marito a Pierfrancesco Favino per il ruolo in Moglie e marito di Simone Godano, assegnato anche alla protagonista femminile Kasia Smutniak.

Un premio per il Miglior regista esordiente va ad Andrea De Sica per I figli della notte, figlio di Manuel e nipote di Vittorio. «È una grande emozione – ha affermato il giovane regista; «mio nonno Vittorio prese il primo Nastro in assoluto per Sciuscià e sono davvero contento di ricevere un premio per il film che ho fatto, e non per i natali».

La serata consegna, poi, alla storia dei Nastri anche la presenza di Monica Bellucci: la bellissima attrice perugina, da anni residente all’estero, saluta il pubblico italiano autodefinendosi una “nomade”, ma riconoscendo nella sua amata terra italiana il ruolo di «colonna vertebrale e di bussola della vita». Il Nastro Europeo per il film Sulla via lattea – On the milky road di Emir Kusturica viene consegnato all’attrice, a conclusione di una serata e di una stagione cinematografica che ci fa ben sperare per il nostro amato cinema italiano.

Danilo Biazzo