Basato sui veri ricordi della regista, Teneramente folle è un film che parla di sentimenti, pur senza scivolare nel sentimentalismo, grazie alla sincerità con cui mostra quanto sia complicato lottare con il senso di autodistruzione che può colpire anche la persona a noi più cara. Mark Ruffalo interpreta il bostoniano Cameron, già studente di successo poi cacciato da Harvard, che negli anni 70 sposa Maggie (Zoe Saldana): con lei ha due bellissime figlie. Di famiglia ricca ed eccentrica, Cam però ha solo un piccolo sussidio dai suoi, che rifiutano di venire incontro ai suoi bisogni, nonostante viva con moglie e figlie ai limiti della povertà. La storia purtroppo prende una piega ulteriormente drammatica quando in Cam si manifesta il disordine bipolare, che lascia la famiglia in gravi difficoltà economiche e col problema di come affrontare i disturbi del padre. Maggie ha il terrore di doversi caricare di tutte le responsabilità e riuscire a mantenere il rapporto con due ragazzine che stanno crescendo, mentre Cam è costantemente in lotta con la malattia che lo porta a comportarsi in modo non violento, ma lunatico e inaffidabile. Le cose si complicano ulteriormente quando Maggie, sempre alla ricerca di un lavoro migliore, ha la possibilità di frequentare un master a New York. Questo implica lasciare le figlie a Boston affidate alla cura del padre, per tornare solo nei fine settimana.
La parte più drammatica, ma anche la più coinvolgente del film è proprio nella costante ricerca di Cam di mantenere un equilibrio che gli consenta di badare alla casa e alla famiglia in assenza della donna che ama, e con due ragazzine sempre in apprensione per la presenza affettuosa e tremendamente invasiva del loro genitore. Ruffalo da questo punto di vista è assolutamente superbo nello spogliarsi della sua mascolinità per affrontare il ménage casalingo e fare i conti col suo disordine compulsivo (che porta le figlie a vergognarsi a tal punto della propria casa da rifiutarsi di invitare gli amici); Zoe Saldana d’altra parte fronteggia le esplosioni del coniuge con una “esasperazione controllata”, che ancora dimostra l’amore per il marito ma che, giustamente, non riesce a fidarsi totalmente di lui. Teneramente folle è un film ricco di gratitudine per una famiglia con grossi problemi ma che, nonostante le difficoltà, è stato un buon posto per crescere. Un ringraziamento a genitori che hanno fatto enormi sacrifici, a una madre che ha rischiato il tutto per tutto, anche di perdere l’amore delle sue figlie, e a un padre disposto a qualunque cosa per la felicità delle persone che ama, anche a dispetto dei limiti frustranti della propria malattia.

Beppe Musicco