Ashley Judd è ormai una scelta sicura quando si tratta di interpretare il ruolo di una donna sola, indipendente, all’occorrenza capace di picchiare e sparare (vedi “The Eye”, “Il collezionista” “Colpevole di innocenza”, “High Crimes”). Alle caratteristiche sopraccitate, che la rendono più o meno intercambiabile con Angelina Jolie, ora aggiunge in questo film l’alcolismo e la promiscuità sessuale, dato che l’ispettrice ha l’abitudine di andare a rimorchiare nei bar e di sbronzarsi col vino rosso. Ciò detto, il film potrebbe essere anche un dignitoso thriller, ben confortato dalla presenza di Andy Garcia, nei panni del collega sodale ma con una punta di ambiguità, e di Samuel L. Jackson nei panni del commissario capo e padre putativo della protagonista. Peccato che tutti gli attori recitino con scarsissima convinzione e che il comportamento dissociato della protagonista sia reso assai sbrigativamente con un paio di sedute dallo psicologo. E anche se c’è un tentativo di costruzione di una storia, di un enigma, di una suspense, la risoluzione di tutto è affidata al più classico (e insopportabile) dei “deus ex machina”: l’eroina indifesa è sul punto di soccombere, il malvagio (il drago fiammeggiante, il diavolo in persona, fate voi) sta per avere la meglio e ucciderla…e di colpo sbuca dal nulla la cavalleria, tre motovedette, cinque elicotteri e tutto viene sistemato, lasciando lo spettatore con l’impressione di aver buttato i soldi del biglietto.,Beppe Musicco,