Pessimo titolo che forse – almeno lo speriamo – vorrebbe richiamare il cameroniano True Lies. E in effetti è proprio il film con Arnold Schwarzenegger il punto fermo per James Mangold, regista solido capace anche di buone incursioni nel cinema di genere e indipendente (Cop Land; Identity). ,L'idea è proprio quella di rinverdire i fasti di un tipo di cinema un po' caduto in disuso, la commedia rosa d'azione che pure ha regalato tanti successi ad Hollywood da Indiana Jones ai paralleli All'inseguimento della pietra verde e Il gioiello del Nilo, fino proprio a quella rilettura ironica dello spy movie che è True Lies di Cameron. Anche la scelta dei due protagonisti sembra andare in questa direzione: Cruise, a dire il vero un po' troppo sopra le righe, vorrebbe smarcarsi dall'eroe di Mission Impossible; la Diaz, anche lei non proprio a suo agio, dovrebbe incarnare una novella Goldie Hawn o Kathleen Turner: ragazza impacciata e goffa alle prese con una vicenda più grande di lei. Il film non parte male: la sequenza d'azione sull'aereo riesce a essere piuttosto gustosa, anche se ci vuole un bello sforzo per credere anche solo per un attimo a quello che si sta vedendo. Il problema sta nell'evoluzione della vicenda, perché di evoluzione dei personaggi non si può proprio parlare. Intervallata da troppe ellissi che tradiscono probabilmente alcuni problemi di lavorazione della sceneggiatura (a quanto pare lo script è passato di mano in mano per sette sceneggiatori), la narrazione si fa prevedibile e scontata, la svolta centrale appare debole così come poco incisivi sono gli antagonisti, troppo poco approfonditi per sembrare convincenti. Scompensi a cui Mangold cerca di porre rimedio nel modo più ovvio: infarcendo il film di sequenze più fracassone che spettacolari. Non manca l'ironia, però confinata solo in una prima parte e soprattutto per merito di Cruise che gioca con leggerezza con il suo personaggio di eroe tutto d'un pezzo. Il resto, complice anche un finale assai debole e una “chimica” tra le due star che sembra non decollare mai, dice di un film che intrattiene discretamente, ma che non ha guizzi, né momenti di vera originalità e che spreca un cast sulla carta interessante. ,Simone Fortunato,