Film tamarro e semplice semplice, sequel del mediocre primo episodio uscito nel 2007. Si notano diversi cambiamenti: una confezione più curata fatta di effetti speciali più riusciti, sfondi credibili (il film è ambientato e girato in Romania), una fotografia di discreto livello. Poi il regista, che cambia: fuori Mark Steven Johnson, qui solo produttore e già regista di un altro pessimo film sul mondo dei supereroi, Daredevil e dentro la coppia di registi di Crank e Gamer, Mark Neveldine e Bian Taylor, due che hanno sempre ridotto al minimo il lavoro psicologico sui personaggi, o meglio, hanno ridotto a zero i personaggi per concentrarsi su ritmo e azione. Lo si vede bene nel prologo di Ghost Rider – Spirito di vendetta: motociclette lanciate ad altissima velocità, sparatorie, incidenti spettacolari. Neveldine & Taylor lasciano poco all'immaginazione e alla riflessione, usano e abusano le tecniche tipiche del cinema d'azione degli ultimi anni dal montaggio frenetico all'uso insistito della camera a mano. Il resto è totalmente accessorio: lo è la storia, assolutamente improbabile, tra frati tatuati, scenari apocalittici e la ricerca di un bimbo concepito col diavolo in persona – dettaglio più sciocco che blasfemo -, lo è il cast frullato senza troppi distinguo dai registi, però meno osceno del previsto. La coppia Placido e Cage è meno peggio di quanto ci si aspetterebbe, nonostante il basso livello dell'autodoppiaggio della Placido che nel film interpreta pure una zingara e deve quindi camuffare la voce; la presenza del redivivo Cristopher Lambert che fortunatamente si limita a un cammeo; l'inglese Idris Elba nei panni di Moreau invece funziona e ha un volto che colpisce, mentre nel comparto dei cattivi si notano tanti brutti ceffi tra i comprimari e Ciáran Hinds e Johnny Whitworth, in particolare il primo, grande attore altrove, qui ridotto a pura macchietta. Il film però nel complesso non “tiene”: la storia, pare giocata sull'accumulo di tanti, troppi horror stranoti dalla trilogia di Omen che viene saccheggiata quando entra in scena il ragazzino, all'estetica superficiale di film recenti non irresistibili come il postapocalittico Codice genesi o lo sparatutto in tonaca religiosa Legion. E i troppi cliché presenti (il patto con il diavolo, la musica metallara a coprire i rumori del film, i soli gangster russi) non sono compensati da un adeguato impianto visivo. Da annotare due scene scultissime che gli amanti del trash apprezzeranno. Il pranzo a base di plumcake del cattivo interpreto da Johnny Whithworth e l'ammonimento a inizio film di Cage: non volete fare la mia fine? Evitate i piccoli reati, evitate il download illegale!,Simone Fortunato,