Il mio amico Tempesta ha per protagonista la giovane Zoe. Nata nella scuderia dei suoi genitori in Normandia, fin da piccola dimostra una grande passione per i cavalli, soprattutto per Tempesta, una giovane e bellissima puledra, e per la madre Bella. Un pomeriggio, però, mentre i genitori sono a una gara di trotto, un forte temporale spaventa i cavalli. Zoe, insieme al fido addetto alle scuderie Seb, cerca di placarli ma proprio Bella e Tempesta, in preda al panico, la travolgono paralizzandola. Per la ragazza inizia così una nuova vita…

Diretto da Christian Duguay (Un sacchetto di biglie), Il mio amico Tempesta è tratto dal romanzo di Chriostophe Donner. Siamo di fronte al classico film di formazione e crescita, un family con le giuste corde sentimentali che non sfociano nella retorica. Tutto si concentra nella figura di Zoe, impersonata nelle diverse fasi di vita da June Bernard, Valerie Espagne e Carmen Kassovitz. È il suo personaggio che deve reagire alle sventure della vita e trovare in sé e nell’apporto degli altri la forza per reagire. Inizialmente Zoe, rimasta paralizzata, rifiuta ogni aiuto e si chiude in sé stessa. Lentamente, grazie soprattutto all’aiuto di Seb (Kacey Mottet Klein) e della madre Marie (Mélanie Laurent), torna ad aprirsi al mondo esterno ma sarà soprattutto il rapporto con i cavalli e in particolare con Tempesta a farla rinascere definitivamente. Il mio amico Tempesta è anche un film sulla famiglia e su come i diversi componenti reagiscano alla disabilità di Zoe e alle avversità.

Ovviamente quello di Christian Duguay è un film sui cavalli, sulla passione per questi splendidi animali e per il mondo delle corse che ruota attorno a loro. Le scene delle gare e dei diversi trofei cui la famiglia di Zoe partecipa e che vedono in prima fila il padre Philippe (Pio Marmai), costituiscono un altro aspetto interessante del film, rendendolo a tratti anche avvincente. Il mio amico Tempesta è un film pensato per le famiglie, che affronta temi importanti e delicati con il giusto tono e, pur non essendo un capolavoro, svolge con onestà il suo compito.

Stefano Radice

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