In Tutti a parte mio marito Iris è una donna affermata professionalmente con il suo studio dentistico. Ha un bel marito, un po’ troppo dedito al lavoro, e due figlie di 10 e 15 anni che le danno molta soddisfazione. Il problema è il lato sessuale; da quattro anni non ha rapporti con il marito. Su consiglio di una conoscente si iscrive a una app di appuntamenti. Di incontro in incontro Iris riscopre il suo desiderio e si sente appagata ma rischia di perdere quello che è davvero importante per lei…
Diretto da Caroline Vignal, Tutti a parte mio marito è una commedia che affronta un tema importante, e sostanzialmente tabù, come quello del desiderio femminile, sulla scia di quanto visto anche nel recente Il piacere è tutto mio. Iris, impersonata in modo convincente da Laure Calamy vista nella serie Chiami il mio agente, presa consapevolezza dell’importanza della sessualità per lei, passa di appuntamento in appuntamento, si riappropria del proprio corpo, anteponendo questi suoi desideri al lavoro, al marito e alle figlie e senza particolari sensi di colpa. Il tono del film è leggero e anche gradevole (a parte qualche foto osé che poteva essere evitata), con un inserto musical a sottolineare il momento di spensieratezza e soddisfazione della protagonista sulle note di “It’s Raining Man” di Geri Haliwell. Tuttavia la sceneggiatura è piuttosto debole e, al di là di qualche incontro anche buffo con amanti passeggeri, rischia di essere dimenticata velocemente.
Ci sono alcuni temi nel film che avrebbero dovuto essere maggiormente approfonditi come il rapporto con il marito Stephane impersonato da Vincent Elbaz – perché sembra così distaccato dalla moglie? – o come il dialogo con le figlie. Infatti, la scena più interessante a nostro avviso, è a metà racconto quando durante un pranzo con amici, la figlia maggiore racconta di come a scuola abbiano affrontato il tema del consenso e del riuscire a dire dei no anche in chiave di sessualità; si genera una situazione conflittuale con il personaggio di Iris – che non sveliamo per non fare spoiler e per non banalizzarlo – che è anche il momento più drammatico del film e forse anche quello maggiormente riuscito.
Tutti a parte mio marito è il film in chiave femminile di queste vacanze di Natale ma il tema della crisi di coppia, dell’importanza desiderio e delle dinamiche in famiglia, avrebbe meritato un maggior approfondimento.
Stefano Radice
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