La coppia Kad Merad – Dany Boon, già protagonista del clamoroso successo di Giù al Nord, si ripresenta in questa commedia che gioca ancora sull’ingenuità del personaggio interpretato da Dany Boon, ma con l’aggiunta di una macroscopica quanto ridicola psicosi: Roman è fotografo per un dizionario clinico, il che lo rende pericolosamente competente in fatto di malattie, ormai ha quarant’anni e si porta costantemente dietro la malsana convinzione di essere un catalizzatore per germi, batteri e disfunzioni. Cosa che lo rende un insopportabile rompiscatole per tutti, ma specialmente per il suo medico curante, il dottor Dimitri Zvenska (Kad Merad). Questi è sempre combattuto tra il mandare Roman a quel paese e continuare a farsene carico, sperando di trovare una cura che lo renda finalmente indipendente. Dove la ragione e la medicina hanno fallito, forse l’amore potrebbe essere la soluzione, ma quale donna potrebbe sopportare la vicinanza di un uomo che si disinfetta a ogni lieve contatto fisico? I tentativi fatti con i siti di incontri falliscono miseramente uno dopo l’altro e il medico comincia ad essere esasperato, anche per i commenti ironici della moglie psicanalista. ,Fin qui la commedia viaggia su binari simpatici ma alquanto prevedibili, seguendo schemi e scaramucce consolidate. La commedia cambia totalmente registro quando Roman viene scambiato per un immigrato clandestino, nonché capo della ribellione del suo paese. Qui il film inizia a ricalcare le classiche commedie francesi del grande Louis De Funès, nelle quali equivoci, scambi di persona, gag e carambole erano un vortice che assicurava la risata. Il film non bada a spese per ricreare location e situazioni, con il povero Roman preso in un gioco molto più grande di lui. Ad assicurare una spalla di buon livello è Alice Pol, nei panni della sorella del dottor Zvenska, che con il suo atteggiamento spontaneo e idealista offre nuovi motivi di esasperazione per il medico e ulteriori timori per Roman, che alla fine si troverà, per contrappasso, in una cella con unici compagni un topo e uno scarafaggio. Non sempre esilarante quanto si vorrebbe, ma confezionato con cura nei dialoghi e nella scelta degli attori, Supercondriaco è uno di quei film francesi con i quali gli amanti della commedia vanno sul sicuro, certi che Dany Boon non li deluderà.,Beppe Musicco,