Ralph è alto, grosso, ha due mani che sembrano badili, e la sua attività principale consiste nel fare a pezzi un palazzo mentre i suoi abitanti cercano aiuto. E a questo pensa Felix Aggiustatutto, un tipetto con tuta e martello magico, che ripara quello che Ralph ha appena sfasciato. Se avete dimestichezza coi primi videogiochi, sicuramente la descrizione vi ricorderà qualcosa: lo scenario in effetti è molto simile a quello del vecchio “Donkey Kong”, dove un grosso orango faceva più o meno le stesse cose. Il problema di Ralph è che, per il ruolo che riveste, viene evitato da tutti gli altri personaggi e dorme nella discarica, una cosa che ormai gli è venuta insopportabile. Per cui, quando la sera la sala giochi chiude e i personaggi dei vari videogiochi possono muoversi da una console all’altra attraverso i cavi di alimentazione, Ralph se la svigna in cerca di un altro videogioco dove possa prendersi la patente di buono. Ma ovviamente, la sua fuga metterà a repentaglio il funzionamento di parecchi giochi, che rischiano di venire spenti e resettati. Nel suo peregrinare da un gioco all’altro, Ralph combinerà parecchi guai, ma avrà anche l’occasione di aiutare la piccola Vanellope, una ragazzina pilota che corre in auto in un videogioco tutto zucchero e canditi.

Bella l’idea dell’ambientazione tra i videogiochi (siamo a livello di un Tron per bambini) e anche il personaggio di Ralph si rende da subito simpatico, proprio per essere un emarginato a causa delle dimensioni e della fama. Chi ha un passato (o un presente) da appassionato, ritroverà stili e personaggi del mondo dei videogiochi in grande quantità, ma il cuore della vicenda (in cui si sente lo zampino dei un produttore come John Lasseter, il “signor Pixar”) è proprio nel conflitto di Ralph, che non riesce ad accettare di essere cattivo e si imbarca in avventure e peripezie degne di un eroe mitologico pur di trovar sfogo alla sua vera natura (e molto divertente, a maggior ragione, è la scena della terapia di gruppo di tutti i personaggi malvagi, il cui motto è “cattivo è bello”). Un film sicuramente piacevole per i più piccoli, che resteranno affascinati dalle ambientazioni ricche di fantasia e dai colori sgargianti, ma che può soddisfare anche i più grandicelli amanti delle scene d’azione.

Beppe Musicco