L'esordio del giovane Joe Dante (Gremlins, Explorers, Small Soldiers) è il classico b-movie prodotto dalla Factory di Roger Corman. Un'idea semplice, mutuata da un film di enorme successo di pochi anni prima (Lo squalo); un budget risicatissimo; buone trovate di regia e di montaggio a colmare gli effetti speciali mediocri e soprattutto le incongruenze in sede di sceneggiatura: sono questi gli ingredienti di un b-movie destinato a diventare negli anni un vero e proprio cult. Il prologo è altamente improbabile: due ragazzi in gita sul lago non trovano niente di meglio che fare un bagno in una vasca quantomeno sospetta. La loro azione incosciente dà il via a una concatenazione di avvenimenti che porteranno una colonia di ferocissimi piranha, mutati in laboratorio, a infestare il corso di un fiume proprio durante la stagione estiva. Il film, sin dalle prime sequenze, mostra tutti i limiti produttivi: gli attori sono quasi tutti perfetti sconosciuti e non sempre la recitazione è all'altezza; le riprese sott'acqua sono spesso confuse; soprattutto, le scene d'azione di massa sono più suggerite che mostrate apertamente: i piranha praticamente non si vedono mai e il sangue – che nel remake che ne farà Alexandre Aja nel 2010 (Piranha 3D) è abbondantissimo – qui è tutto sommato molto limitato. In compenso Dante, che, proprio nella prima parte del suo film non rinuncia a soffermarsi su alcune creature ibride create nel laboratorio e animate in modo rozzo (vere e proprie anticipazioni dei mostriciattoli protagonisti de I Gremlins), ha buon gioco nel creare una certa tensione praticamente con nulla in mano, un pugno di attori a bagnomaria in acque che più torbide non si può. Si gioca a carte scoperte e non celando i modelli di riferimento, anzi: si cita – o sarebbe il caso di dire si plagia – la celebre sequenza de Lo squalo con i giovani bagnanti sulla spiaggia attaccati dal bestione, e si tira in ballo l'immancabile Vietnam; si mostra qualche nudo totalmente gratuito e ci si affida come protagonista della vicenda a un veterano come Bradford Dillman (sorta di controfigura di Charlton Heston), caratterista e protagonista di numerosissimi b-movie coadiuvato da un buon numero di volti noti del cinema di genere, prima fra tutti, la Barbara Steele di tanti film di Freda, Fulci e Margheriti. Inevitabilmente datato – gli effetti, davvero, sono sotto il livello di guardia – Piranha, oltre a rappresentare uno dei più grandi successi commerciali di Corman e a lanciare la carriera del talentuoso regista italo-americano, si inserisce nel ricco filone di horror acquatici (tra le fine degli anni 70 e l'inizio degli 80, usciranno titoli come L'orca assassina e Abissi), e genererà pure un sequel, il simpatico ma ugualmente improbabile Piranha paura di James Cameron. ,Simone Fortunato,