Beata e Gualtiero hanno un ristorante rinomato a un passo dalle quattro stellette che un esperto come Gianfranco Vissani sembra pronto a concedere. Il problema è che Beata è una grande cuoca, Gualtiero invece proprio non ci sa fare e rovina tutte le ricette della moglie. Risultato finale? Il ristorante viene declassato a rosticceria. Gualtiero, offeso, cerca una rivincita personale. L’occasione gli viene offerta da una società di catering che sta per partecipare alla gara per la ristorazione dell’imminente G7 con uno scopo ben preciso: perdere. A Gualtiero viene affiancato un aiuto cuoco che non sente più odori e sapori, un sommelier astemio e una addetta alla pasticceria che non sa fare nulla. Insomma, una squadra perfetta per perdere nettamente, se non fosse per Beata che, alla fine, rovina i piani del titolare del catering…

In sintesi è questa la storia del nuovo “cinepanettone” di Neri Parenti. Il regista è un veterano del genere; ha confezionato successi clamorosi come Natale sul Nilo, Natale in India, Natale a Rio o Natale a New York, solo per citarne alcuni, oltre a svariati film della saga di Fantozzi e altri titoli di cassetta dagli anni 80 in poi. Quelli erano film che, volenti i nolenti, facevano ridere e portavano pubblico in sala. Avevano una certa verve comica. Quest’ultimo è la copia opaca di quei film. Non mancano, come nella miglior tradizione, gli equivoci, i presunti tradimenti e le gag. Ma c’è anche tanta volgarità gratuita e battute di bassa lega. Come sempre, vero. Ma qui, sinceramente, si ride davvero molto poco. A nostro giudizio gli spunti migliori li offre Maurizio Casagrande. Tra gli altri nomi noti, invece, Enzo Salvi è sempre uguale a sé stesso, Biagio Izzo è sottotono e Massimo Boldi, temiamo, ha ormai dato il meglio di sé.

Aldo Artosin