Il film dell’attore-regista Carlo Verdone punta a ritrovare il consenso del pubblico dopo l’insuccesso del precedente C’era un cinese in coma. Per farlo riprova con alcuni suoi punti di forza del passato (il film corale come in Compagni di scuola, la psicanalisi e i pasticci sentimentali come in Maledetto il giorno che ti ho incontrato), dà spazio ad attori – bravissimi – e caratteri divertenti e riusciti, fa “ridere e pensare” al tempo stesso secondo quella sua cara vecchia formula di “malincomico”. Meglio del passato (ricordate i discutibili Viaggi di nozze e Gallo Cedrone?), si ride di gusto e si passano due ore in allegria… a vedere le disgrazie esistenziali altrui.

Ma al di là di questo scrupolo (certo, anche Woody Allen ha sempre ironizzato su sé e gli altri, ma con altro stile), pur filando liscio come l’olio c’è un’altra cosa che dà fastidio in Ma che colpa abbiamo noi: non tanto lo sfacelo morale (tra tardone alla caccia di ragazzini, deluse dalla vita che alla fine accettano di fare una “marchetta” per vedere cosa si prova, gay tormentati e tradimenti vari) che è solo una fotografia di una realtà che forse, a volte, è anche peggio (soprattutto visto da un osservatore romano del cinema…), quanto che la scelta di Verdone sui destini dei suoi amati otto “malati” sia un uno scorretto colpo basso. L’unico che prega alla fine si suicida, chi torna dalla moglie è condannato a vivere la vita con una bruttona un po’ stupida, mentre chi rimane solo e infelice in fondo sta molto meglio… Meno male che i due giovani del gruppo scappano via insieme, felici e senza salutare l’allegra (?) brigata… Il problema è sempre il solito: da quando ha deciso di diventare il “grande commediografo” come i vecchi Monicelli, Risi, Scola, il comico romano (che iniziò con le fortunate maschere di Un sacco bello e Bianco, rosso e verdone) ha attinto a piene mani al loro cinismo, non possedendo purtroppo il loro talento. Realizza comunque, come detto, un film migliore di alcuni suoi titoli precedenti. Ma potrebbe fare molto meglio.

Antonio Autieri