Tratto dall’omonimo romanzo di Jhumpa Lahiri vincitore del premio Pulitzer (casa editrice Marcos y Marcos), Il destino nel nome della più famosa e premiata regista indiana – tra cui il Leone d’oro a Venezia nel 2001 per Monsoon Wedding – accosta il delicato tema dell’integrazione di due tradizioni profondamente diverse fra loro, quella indiana e quella americana.,Mira Nair da corpo con delicatezza ad una storia che salta dall’India delle molteplici e complesse tradizioni agli Stati Uniti delle mille opportunità ma anche caotica e in crisi di valori.,Protagonisti principali della storia Ashoke e Ashima, indiani bengalesi che dopo il matrimonio si trasferiscono a New York a vivere: tra difficoltà di ambientamento e una cultura – quella americana – lontana dalle proprie origini indiane, i due riusciranno via via a trovare il loro spazio e il loro equilibrio. Dalla loro unione nasceranno due figli, Gogol e Sonia.,Al centro della storia un nome, Gogol, che Ashoke sceglie appunto per il proprio primogenito, in onore dello scrittore russo Nikolaj Gogol che lui ama in modo particolare, un nome destinato a segnare la vita del figlio per tutta la vita. Per molti anni in negativo (il figlio infatti non accetta di aver ricevuto il nome di uno scrittore sì geniale ma anche molto problematico); ma poi già adulto proprio nel significato che sta dietro al suo nome ritroverà anche il legame che sembrava smarrito con le sue origini.,Significativo in tal senso un breve dialogo fra un Gogol ormai adulto (Kal Penn, all’anagrafe Kalpen Suresh Modi, varie comparse in Buffy l’ammazzavampiri e in Superman Returns) e suo padre: in poche battute il padre racconta al figlio dell’incidente avuto sul treno, prima che partisse per gli Stati Uniti, e di come lui sia stato miracolosamente trovato vivo dai soccorritori, con quello che rimaneva de Il cappotto di Gogol in mano.,Il suo nome porta il segno del miracolo della salvezza di suo padre, come Ashoke stesso ricorda poco dopo la nascita di Gogol: “Tu sei il secondo miracolo della mia vita”.,

Cristiano Fieramonti

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