Da più di vent’anni il produttore Aurelio De Laurentiis tiene compagnia al pubblico italiano con il cosiddetto “cinepanettone”. Una formula vincente, che ha entusiasmato il pubblico (una parte cospicua), garantito grandi incassi e fatto diventare autentiche star attori quali Christian De Sica e Massimo Boldi (per anni in coppia) sempre affiancati da giovani attori o soubrette. Negli ultimi periodi, però, la formula ha cominciato a dare segni di stanchezza (eccessi di volgarità, gag un po’ stantie, mancanza di fantasia) ed ecco quindi che De Laurentiis ha deciso di cambiare formula riproponendo il “movie movie” che andava di moda trent’anni fa (ma fu inventato dagli americani negli anni 30), ovvero due film in uno. ,Colpi di fulmine (come si capisce dal titolo il tema è l’amore), che vede alla regia il collaudatissimo Neri Parenti (il suo primo cinepanettone fu Vacanze di Natale 95), è quindi diviso in due parti ben distinte. Nel primo “movie” protagonista è Christian De Sica nei panni di Alberto, uno psichiatra ingiustamente perseguitato dal fisco che decide di fuggire improvvisandosi prete. Arriva nella parrocchia di un piccolo paese del Trentino dove, tra scene ed equivoci in vero molto scontate, si innamora perdutamente – ricambiato – di un maresciallo dei carabinieri impersonato da Luisa Ranieri. Ma come coronare questo sogno d’amore visto che tutti lo credono un prete? A parte la bravura e la maestria di De Sica, questo primo episodio non brilla per comicità, ritmo e originalità. Coprotagonisti della storia il bravo mimo Simone Barbato (nei panni del chierichetto Oscar) e la cantante Arisa, in quelli di un’improbabile perpetua. Fanno da sfondo i bei paesaggi delle montagne del Trentino. ,La musica cambia con il secondo film, quello che vede protagonista il duo Lillo & Greg (in genere protagonisti soprattutto in trasmissioni radiofoniche, e meno presenti al cinema) il cui affiatamento è convincente anche sul grande schermo. Brava anche la coprotagonista Anna Foglietta, attrice emergente che vedremo presto anche in Mai Stati Uniti di Carlo Vanzina. Anche in questo caso siamo di fronte alla commedia degli equivoci. Greg è l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede che perde la testa per una bella pescivendola (Anna Foglietta). Il suo problema è quello di riuscire a conquistarla e per portare a compimento il suo piano deve travestirsi da coatto, imparare un nuovo linguaggio e frequentare gente del popolo; in questo lo aiuterà il suo autista (Lillo). Non siamo di fronte a un capolavoro ma, almeno a giudizio di chi scrive, questo secondo mini film funziona meglio del primo. Gli attori sono più in parte e se il primo episodio può contare solo sulla forza di De Sica, in questo secondo sono tre i personaggi sulle cui spalle si regge la storia. Alcune gag risultano riuscite, il tono è anche qui da favoletta bonaria (ma c'è qualche grevità e c’è soprattutto un’incomprensibile espressione volgare in bocca a un bambino) anche se il canovaccio della trama, di base, è sempre molto prevedibile.,Stefano Radice