Tratto dai testi di Tony DiTerlizzi e Holly Black, Spiderwick – Le cronache ripropone sul grande schermo una storia fatta di magia, orchi cattivi, e segreti da difendere.,Tutta la vicenda ruota attorno ad un libro – la “Guida Pratica di Arthur Spiderwick al Mondo Fantastico che Vi Circonda” – scoperto da uno dei due gemelli (Jared) durante un’esplorazione della nuova casa.,Il libro è stato scritto da Arthur Spiderwick, pro-prozio di Jared, e contiene tutti i segreti di un mondo magico che esiste proprio attorno alla casa in cui la famiglia vive, e normalmente non visibile agli occhi umani. Segreti che devono essere protetti dal perfido orco Mulgarath (ben interpretato da Nick Nolte) che abita il bosco vicino.,Il giovane Jared si troverà ben presto accompagnato dal gemello e dalla sorella in questa magica avventura, di fronte ad un madre scettica e preoccupata dagli strani atteggiamenti del figlio.,Sulla scia dei molti film fantasy che hanno popolato il cinema in questi ultimi anni (Le Cronache di Narnia e Un ponte per Terabithia su tutti, ma andando indietro nel tempo come non citare La storia infinita e Jumanji, le cui storie prendono vita anch’esse a partire da un libro), Spiderwick mantiene l’impianto classico del genere: un mondo magico che si svela agli occhi dei bambini, attraverso una “porta di ingresso” (in questo caso un libro); esseri magici buoni, e mostri cattivi che vogliono imporre il male sulla terra; un contesto familiare problematico che trova nuovi stimoli e una nuova unità proprio nell’affrontare il mondo magico scoperto; un ragazzino eroe, incompreso in famiglia ma protagonista assoluto nella vittoria contro gli esseri cattivi.,Nonostante il film si faccia guardare per il ritmo incalzante e l’impianto visivo apprezzabile (ben fatti gli esseri che popolano la storia, soprattutto il piccolo Maiastrillo – che vive nascosto all’interno della casa, e che guida i ragazzi nella lotta contro l’orco Mulgarath), la storia nel suo complesso non sembra dire nulla di particolarmente nuovo e non spicca mai veramente il volo. La trama, forse per star dietro al ritmo, non appassiona mai fino in fondo; i personaggi e le tematiche più “umane” qui trattate (la problematicità di Jared, il suo rapporto con fratelli e madre, l’assenza della figura paterna…) non vengono approfonditi adeguatamente.,L’happy end è assicurato ed è comunque da valorizzare il fatto che l’avventura che coinvolge la famiglia riesca a gettare nuova luce sugli affetti fra i componenti stessi della famiglia (per Jared, l’accettazione dell’assenza di un padre che ha ormai abbandonato la famiglia, per la madre il legame con i figli).,Resta che dopo Le Cronache di Narnia, Un ponte per Terabithia e la trilogia del Signore degli Anelli, il pubblico del fantasy forse si è fatto più esigente, e non si accontenta di una buona ambientazione e una storia a lieto fine. ,Cristiano Fieramonti