In un’annata di scontri tra supereroi (prima c’è stato il cupo Batman vs Superman, ma sono in arrivo anche gli X-Men) la guerra civile dei Marvel Studios ha la sua carta vincente nella capacità di dedicare spazio e approfondimento in diversa misura a tutti i personaggi, rendendo di conseguenza molto più emozionanti gli spettacolari scontri tra quelli che, prima di essere individui con grandi poteri, sono amici che hanno condiviso avventure e sofferenze. Senza perdere la capacità di strappare un sorriso attraverso gli scambi arguti e le caratterizzazioni brillanti dei personaggi, i fratelli Russo fanno di questa pellicola qualcosa di più del solito cinecomic. Non che ci siano idee completamente originali (il tema del controllo delle informazioni e della regolamentazione delle azioni dei “buoni” è stato già al centro degli ultimi titoli di Mission impossible e 007), ma l’amalgama trovata in Civil War si rivela efficace intrecciando i fili delle diverse avventure di cui Captain America era stato protagonista e permettendo al personaggio di fare i conti con una sfida che lo spinge oltre la caratterizzazione da bravo ragazzo senza macchia e senza paura.

La ritrovata complessità e i dilemmi che il Cap affronta (ottimamente rispecchiati in quelli dei suoi compagni, chiamati a prendere le sue parti o quelle dell’avversario Iron Man) sono quelli di un eroe maturo, che affronta il suo passato (incarnato nel problematico Bucky, il Soldato d’Inverno, a cui la coscienza di essere stato manipolato e controllato non toglie il senso di colpa per gli omicidi commessi) e i suoi rimpianti, e che deve compiere scelte impopolari in nome di un ideale. Il rapporto con il passato e il tema della vendetta percorrono l’intera pellicola e trovano storie e volti diversi per essere raccontate con una certa serietà, senza però far perdere al film la capacità di divertire e intrattenere secondo un collaudato modello che ha fatto la fortuna dei film Marvel.

Non disturba affatto che alcuni personaggi compaiano solo brevemente sullo schermo (come il molto atteso Spiderman di Tom Holland) perché ad ognuno è data l’occasione di mostrare i suoi talenti e di percorrere un piccolo arco ben inserito nella trama principale. Così le oltre due ore del film scorrono lisce, regalando un imponente spettacolo capace di coinvolgere e intrattenere senza perdere un colpo.

Luisa Cotta Ramosino