La lezione di Stefano Mordini, adattamento dell’omonimo romanzo scritto da Marco Franzoso, racconta la parabola discendente di Elisabetta, giovane avvocatessa che si porta dietro il trauma di una relazione burrascosa nella quale era stata vittima di maltrattamenti e stalking. Sullo sfondo del periodo di Barcolana a Trieste, Elisabetta vive l’angoscia di sapere il suo ex Daniele uscito di prigione e, come se non bastasse, è costretta a scontrarsi col complicato caso del professor Walder, accusato di molestie sessuali verso una collega. 

Seguendo il meccanismo del gaslighting (da Gaslight, film del 1944 che coniò il termine), il film ci porta da ferme certezze a dubbi costanti, portando lo spettatore a chiedersi chi sia il “cattivo”, confondendo le idee e convincendoci che forse i personaggi di cui ci fidiamo fin dal principio, forse non sono poi così trasparenti. Sarà il professor Walder a mostrarsi per ciò che è, rivelando di essere effettivamente un uomo dalle cattive intenzioni? O è l’innocente Elisabetta ad essere la fonte di tutto il male che accade in questa storia? Forse, in fondo, di eroi non ce ne sono e luci e ombre accompagnano le vite di ciascuno di noi. Anche la persona più insospettabile può essere infine carnefice. 

Matilda De Angelis, che ormai si è consacrata come una delle stelle del cinema italiano (e, grazie anche a Dracula – L’amore perduto di Luc Besson, con possibile proiezione internazionale), brilla in un film che tira fuori a pieno il suo lato ombroso. Ad accompagnarla è Stefano Accorsi, convincente nel ruolo del respingente Walder anche se, a tratti, esagera un po’. 

Ben strutturato e originale, La lezione fa il suo e per la maggior parte del tempo sembrerebbe anche poter diventare un gioiellino del cinema italiano contemporaneo. Peccato per la seconda metà del film e il finale che appaiono vagamente raffazzonati, probabilmente a causa di una non completa restituzione di importanti meccanismi del romanzo. Varrebbe forse la pena, più che vedere il film, leggere il libro. 

Maddalena Villa

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