Realizzato dalla Aardman, casa inglese famosa per lesue animazioni di pupazzetti di plastilina (vedi Galline in fuga o la serie di Wallace e Gromit), Il figlio di Babbo Natale si piega alle esigenze del mercato, presentandosi come un’ormai tradizionale animazione 3D (abbastanza leggera però da non infastidire). D’altronde sarebbe stato difficile rendere con la plastilina l’immensa nave spaziale a forma di slitta con la quale Babbo Natale e i suoi aiutanti girano per il mondo la notte del 25 dicembre, per portare doni a tutti i bambini. Potrebbe sembrare l’unico adeguamento di una storia ovunque conosciuta, ma il film aggiunge qualcosa in più: per un imprevedibile inconveniente tecnico, un regalo, destinato a una bambina di un villaggio inglese, non viene recapitato. Ad accorgersene è un elfo che sta riassettando ilgrandioso centro di smistamento al Polo Nord e, da bravo e devoto elfo, avvisa Steve, il figlio maggiore di Babbo Natale e “comandante in capo” delle operazioni. Che fare? Tutti ormai se nesono andati a dormire e, come fa notare Steve, la percentuale di successo dell’operazione appena compiuta è del 99,999999. Con questi numeri, si può dire che è stato un successo. A fare la differenza sarà naturalmente la caparbietà di Arthur, il figlio minore e pasticcione (ricorda non poco il Pippo diseyano) di Babbo Natale: o il Natale è per tutti o anche l’enorme lavoro fatto per quel giorno perde significato. Ovviamente ci saranno peripezie e accidenti a non finire per recapitare il pacchetto alla bambina prima che si svegli, ma un aiuto inaspettato arriverà da Babbo Natale senior, che nonostante i suoi 130 anni di età, non intende stare a guardare. Il figlio di Babbo Natale, che nell’originale inglese è doppiato da un cast di attori di fama, è un film che aggiunge a una bella idea una cornice divertente (e tutti i dipendenti dal navigatore satellitare avranno modo di riflettere) e decisamente ben realizzata, che unisce tradizione e modernità (vedi anche la slitta che viene dai radar scambiata per una minaccia di guerra) in grado di divertire grandi e piccini.,Beppe Musicco