Carlo Acutis ha vissuto su questa terra per soli quindici anni, morendo nel 2006. Nel 2025 Papa Leone XIV lo ha ammesso tra i Santi della Chiesa Cattolica. Cosa ha reso così straordinaria la sua breve esistenza, tanto da rendere la sua tomba ad Assisi meta di pellegrinaggi di chi chiede una grazia o anche solo un po’ di conforto? Cresciuto in una famiglia della borghesia milanese, a detta dei suoi genitori «di cattolici assai poco praticanti», Carlo era un bambino di buon carattere: generoso, facile all’amicizia, benvoluto da tutti, ma soprattutto con un sentimento religioso inaspettato e vivissimo. Il documentario, attraverso immagini e testimonianze di genitori, parenti, amici o collaboratori, mostra come fin dalla più tenera età Carlo dimostrasse una fede sincera, matura e consapevole. La chiesa di S. Maria Segreta, vicino alla sua abitazione e alla scuola che frequentava, era uno dei suoi luoghi preferiti per cercare la compagnia di Gesù, anche prima di avere l’età per accostarsi all’Eucarestia. Pur continuando a essere un bambino e poi un ragazzo come tanti suoi coetanei, un giovane che amava il gioco, lo sport e anche fare scherzi, era evidente come Carlo avesse uno sguardo differente sulle cose: un’attenzione particolare per i poveri e i bisognosi, il desiderio di conoscere le Scritture, la compagnia dei sacerdoti della parrocchia; ma anche queste cose si sarebbero potute trovare in altri giovani come lui. La brevissima malattia, una leucemia fulminante, e la morte occorsa solo pochi giorni dopo aver scoperto i primi sintomi, hanno causato strazio e dolore tra chi lo ha conosciuto, lasciando però un segno profondo e universale.

Il racconto raccoglie una serie di testimonianze preziose, coinvolgendo persone per diverse ragioni vicine a Carlo e capaci di farne emergere le diverse sfumature: i genitori Antonia Salzano Acutis e Andrea Acutis; la nonna Luana Pennino; il domestico Rajesh Mohur; gli amici di infanzia Mattia e Jacopo Pastorelli; la maestra di scuola Elisa Tattanelli; Momcilo Jankovic, il medico che lo ha seguito durante gli ultimi giorni di vita; la studentessa costaricana Valeria Vargas Valverde, protagonista del miracolo legato alla canonizzazione, e sua madre Liliana; lo studioso di comunicazione mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze; il postulatore, giornalista e studioso di spiritualità e di autori mistici Nicola Gori; mons. Poma, parroco e confidente di Carlo; padre Fábio Vieira, direttore spirituale dell’associazione devoti di San Carlo Acutis in Brasile, sacerdote della diocesi di Corumbá (Mato Grosso do Sul) tra i principali promotori della devozione a Carlo in Brasile; la sociologa ed esperta di infanzia e tecnologie digitali Stéphane Chaudron; don Maurizio Corbetta, parroco di Santa Maria Segreta a Milano, la chiesa in cui Carlo visse la propria esperienza di fede.

Quello cui assistiamo è un vero documento visivo, che riesce a unire la dimensione emotiva a uno sguardo contemporaneo, raccontando una santità possibile e vicina, capace di dialogare con il presente e di proporre una fede che continua a vivere nel mondo.

Beppe Musicco

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