Bruno è un consulente finanziario divorziato. Vive con la figlia Emma, di quasi sedici anni e ha una relazione con una collega. La sua vita cambia quando la psichiatra della comunità dove è in cura l’ex moglie Terry, gli chiede di ospitarla per 30 giorni per permettere alla donna di riprendere una vita sociale, facendola reinserire. Bruno, spinto dalla figlia, accetta e la sua vita cambia completamente…

Guido Chiesa, regista esperto autore di film quali Cambio tutto!, Ti presento Sofia, Belli di papà e Il partigiano Johnny, porta al cinema il remake del film argentino 30 noches con mi ex.  Come si evince dalla trama, 30 notti con il mio ex è una commedia drammatica, una dramedy come si dice oggi, in cui si prova a far sorridere il pubblico attorno al tema delicatissimo della malattia mentale e del difficile reinserimento dei pazienti così come dell’impatto che la malattia ha anche su chi sta vicino a chi ne è affetto. Il film di Guido Chiesa porta a termine con professionalità il compito, soprattutto grazie alla bravura di Micaela Ramazzotti nei panni di Terry; l’attrice romana – come già dimostrato in tanti film e in questo caso viene in mente La pazza gioia – sa rendere molto bene i diversi momenti che il suo personaggio affronta, tra fasi di euforia, speranza ma anche difficoltà quando deve affrontare il ripresentarsi di alcuni sintomi della malattia (Terry “sente” in lei delle voci che la condizionano pesantemente). Performance su consueti buoni livelli nei panni di Bruno anche per Edoardo Leo che, in questo caso, sembra andare un po’ con il pilota automatico. I due protagonisti come coppia funzionano ma la chimica instaurata tra Leo e Pilar Fogliati in Follemente, a nostro avviso, era superiore.

Se vogliamo, il limite del film è che la storia e i suoi snodi risultano troppo prevedibili allo spettatore che arriva al termine di 30 notti con il mio ex senza particolari sorprese, incluso il finale. Non mancano siparietti divertenti come quelli legati ai disastri e alle gaffe che Terry combina appena tornata a casa e ai problemi che crea con i vicini di casa o con i clienti di Bruno. Si sorride, certo, ma sempre a denti stretti e questo è un pregio del film. Alcune parti, inoltre, potevano essere scritte meglio, come quando Bruno e Terry si scambiano i ruoli per provare a mettersi uno nei panni dell’altro. Oltre a Micaela Ramazzotti ed Edoardo Leo, si fa apprezzare anche Gloria Harvey, qui al debutto nel ruolo di Emma. Gli altri personaggi, a cominciare dai pazienti della comunità, per continuare con Lorenzo, il fidanzato di Emma, e i vicini di casa di Bruno, sono un po’ tropo macchiettistici ma contribuiscono a tenere il film nei binari della commedia. Nel cast compare anche Anna Bonaiuto nei panni della psichiatra che ha in cura Terry. Pur con i difetti che abbiamo descritto, 30 notti con il mio ex si fa apprezzare perché, con leggerezza, prova a far riflettere su un problema molto serio.

Stefano Radice

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