Commedia francese esile esile, schematica e poco divertente. Sarà ricordata probabilmente più che per i pochi meriti, per le incredibili coincidenze con la tragedia della nave Costa Concordia. Girato e ambientato infatti su una nave da crociera Costa (la Costa Atlantica, al cui timone allora vi era il comandante Schettino che fece da consulente per la realizzazione del film), Benvenuto a bordo altro non è se non un lungo spot della celebre compagnia di navigazione turistica. Gli ambienti lussuosissimi dell'enorme imbarcazione sono i veri protagonisti di una commedia degli equivoci dall'andamento piuttosto ovvio: la fotografia patinata, gli ambienti ricchissimi e ovattati, la leggerezza delle storie che si intrecciano (vicende di corna, amori impossibili, sesso) sono gli ingredienti di un film forse perfetto per una crociera, ma meno per una sala sulla terraferma. Non troppo volgare, anche se qua e là il sesso fa capolino, il film diretto dal regista e sceneggiatore Eric Lavaine regala pochi momenti davvero comici. La verve del mattatore protagonista Franck Dubosc, sicuramente penalizzato dal doppiaggio, non incide più di tanto anche perché la sceneggiatura lavora male e su pochissimi elementi: molte gag sono prevedibili e ripetitive (il tizio che si finge gay per abbordare le donne piacenti), altre sono semplicemente datate come le battute sul nome di battesimo del comandante di origine napoletana, Margherita; il feeling tra i personaggi in campo non è mai scoppiettante e Luisa Ranieri, nei panni improbabili del comandante (che tra l'altro non si vede mai al timone della nave) regala qualche momento di puro cinepanettone come nell'occasione della mascherata del finale. Una commedia accomodante che gioca con gli stereotipi (il pignolo, il playboy, l'uomo di potere, il protagonista idiota e a suo modo astuto) senza mai pungere davvero e tralasciando del tutto intenti dissacranti. A inquietare semmai, più che il senso dell'operazione stessa finanziata da Costa che, oltre alla nave, ha fornito alla produzione un certo numero di figuranti e comparse, è la vicinanza con l'evento tragico del naufragio della Costa Concordia. Uscito in Francia a inizio ottobre 2011 e rimandato in estate dalla casa di distribuzione Eagle Pictures per ovvi motivi, conserva, ahinoi, una terribile sequenza in cui, tra lo scherzoso e il faceto, si fa il verso al naufragio del Titanic. Una sequenza di per sé poco simpatica e che diviene involontariamente macabra dopo i fatti di gennaio: per una volta, senza troppi patemi, si sarebbe potuta tagliare. Ci avremmo tutti guadagnato.,Simone Fortunato,