È tutto costruito attorno alla performance trattenuta ma come sempre centratissima di Isabelle Huppert il film La verità secondo Maureen K. di Jean-Paul Salomé (La syndacaliste è il più centrato titolo originale), presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra del Cinema di Venezia nel 2022.
Il film racconta fatti di cronaca recente nella Francia al passaggio tra la presidenza Sarkozy e quella Hollande. Maureen Kearney è una rappresentante sindacale nella multinazionale francese dell’energia nucleare e si ritrova sotto attacco per aver denunciato un accordo nascosto coi cinesi, che rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Nonostante l’ostilità del nuovo direttore generale, manovre politiche poco chiare e alla fine anche intimidazioni, Maureen va avanti, fino al giorno in cui subisce un’aggressione in casa sua. Ma la cosa più grave sono le accuse che riceve poi, ossia di essersi inventata tutto. È strabiliante vedere come nel film i rappresentanti della politica e del mondo istituzionale francese vengano di volta in volta tirati in ballo con nomi e cognomi (a volte è difficile starci dietro se non si è esperti, ma aiutano i confronti con certi scandali recenti della politica romana); ma il vero centro emotivo del film è la stessa Maureen, la sua integrità, la sua testardaggine e la sua “inadeguatezza” in quanto vittima, che fa sì che le sue parole vengano messe in dubbio.
Da questo punto di vista i lavoratori per cui sta lottando restano un po’ dei numeri di cui non sentiamo mai davvero la presenza, perché alla fine è di lei che ci importa, del suo carisma e della sua fermezza nella lotta per una verità giusta, che è necessario riaffermare anche e soprattutto nei momenti in cui l’opinione pubblica e il sistema giudiziario risultano fallati e incapaci di giudicare con lucidità. L’imponenza della protagonista femminile fa sì che il film di Salomé – che aveva già diretto la Huppert in La padrina – assuma non di rado i tratti di un’opera capace di riflettere sulla differenza di genere nei luoghi di potere e nella gestione di processi decisionali nel mondo del lavoro e in quello della comunicazione pubblica, riuscendo così a raggiungere un livello di analisi più profondo e più centrato sulla contemporaneità rispetto a quello di un semplice thriller a sfondo giudiziario.
Beppe Musicco
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