Film d’animazione tedesco, grande successo in patria, riproposto in Italia fuori tempo massimo dopo i bagordi natalizi. Tratto dai personaggi creati dallo scrittore Eberhard Alexander-Burgh, la storia ricalca, senza grande inventiva e originalità la vicenda raccontata da Tim Burton a fine anni ’80 con ‘Beetlejuice – Spiritello porcello’, vale a dire il tentativo a tutti i costi da parte di un fantasma negato al mestiere di terrorizzare gli ospiti del castello. Le gag piuttosto facili, gli effetti speciali semplici – il film è una commistione tra film d’animazione e personaggi reali – , i riferimenti sin troppo evidenti alle molte fiabe, prima fra tutte Cenerentola, non tolgono al film di Sebastian Nieman una certa simpatia a cui contribuisce senza dubbio il buffo Uibù, interpretato nella versione dal vivo da un attore che pare il corrispettivo tedesco di Mike Myers. Per il resto, tutto sa di già visto: il ragazzino alla ricerca del padre, la casa stregata, il mondo parallelo dei fantasmi, anche questo di derivazione burtoniana, in cui i protagonisti, anche quelli in carne e ossa, accedono in incognito per dare aiutare Uibù a superare un esame che gli consentirebbe di essere fantasma Doc. Ci sono perfino i ghostbusters. Nulla di che, quindi: un prodotto semplice e non volgare per i più piccoli. E anche un po’ naif per alcune sequenze che tradiscono un umorismo rigorosamente made in Germany. La gag del wurstel invece dei fiori da consegnare alla principessa e la zuppa dei fantasmi, un’enorme zuppa (di crauti ?!) in cui finiscono i fantasmi particolarmente cattivi. Pollice verso per la scelta infausta di doppiare alcuni personaggi in dialetto napoletano (ma che c’azzecca?), per non dire del tormentone (“Che bello il Kaiser!”), incomprensibile per i ragazzini in sala. ,Simone Fortunato