Todd Phillips, già regista di Una notte da leoni, abbandona il genere giovanilistico demenziale per adattare una storia vera sul grande schermo: la vicenda di due amici di Miami che nel 2008 finirono al centro di un’inchiesta federale per aver venduto munizioni cinesi all’esercito americano. David Packouz (Miles Teller, già visto in Whiplash) è un giovane massaggiatore a domicilio di Miami che cerca di migliorare la sua scarsa situazione economica, ma la sua idea di vendere lenzuola di lusso ai ricoveri per anziani della Florida si rivela un fallimento. A un funerale incontra Efraim Diveroli (Jonah Hill), vecchio amico dei tempi della scuola, che ostenta sicurezza e soldi. Ha appena aperto una società per il commercio d’armi, confida all’amico, e partecipa ai bandi del Pentagono per le forniture all’esercito americano in Irak. Efraim offre all’amico di collaborare, e il grosso colpo sembra arrivare con una grossa ordinazione di pistole Beretta da recapitare a Baghdad. Di fornitura in fornitura, i due arrivano a mandare un’offerta per un enorme quantitativo (100 milioni!) di pallottole per Kalashnikov. Ma ovviamente le cose si complicheranno alquanto.

Prendendo spunto da un articolo uscito su Rolling Stone a proposito di come l’amministrazione Bush avesse scelto di aprire a tutti la possibilità di partecipare a questi bandi, il film di Philips cerca di ricreare, fin dal manifesto, un’atmosfera che oscilla tra Scarface (non per niente anche quello girato a Miami) e The Wolf of Wall Street (sempre interpretato da Jonah Hill), per mostrare come l’avidità sia il vero motore dei protagonisti. Che magari sono contrari alla guerra: ma dato che questa c’è e le armi qualcuno le dovrà pure vendere, perché allora non approfittarne? Carico di cinismo quando descrive i personaggi che ruotano intorno a questo mondo (c’è anche Bradley Cooper – che è anche produttore del film – nel ruolo di un trafficante cipriota con un passato da terrorista), Trafficanti sconta un po’ il passato da commedie degli attori e del regista, quando invece potrebbe essere più carico drammaticamente, visto l’argomento. Ma questa, a quanto pare, è l’America dove tutto, anche la tragedia della guerra, assume atteggiamenti grotteschi. La “notte da leoni” ha solo cambiato location.

Beppe Musicco