Rams – Storia di due fratelli e otto pecore (Hrútar)
Islanda 2015 – 93’
Genere: Drammatico
Regia di: Grímur Hákonarson
Cast principale: Theodór Júlíusson, Sigurður Sigurjónsson
Tematiche: famiglia, tradizione, lavoro
Target: da 11 anni

In un’isolata valle islandese vivono, in due fattorie adiacenti, due allevatori fratelli che non si rivolgono la parola.

Recensione

Gummi e Kiddi sono fratelli e allevano pecore, di una delle razze più antiche e pregiate dell’Islanda. I loro esemplari sono sempre premiati in occasione di gare ed esposizioni (il film inizia con un vero e proprio concorso di bellezza riservato alle pecore), ma nonostante facciano la stessa vita e abitino in due case che distano poche decine di metri l’una dall’altra, per gelosia e invidia non si rivolgono la parola da più di quarant’anni. Quando un’ epidemia infetta le pecore di Kiddi, tutta l’economia della valle è condannata: le autorità decidono la soppressione delle pecore della zona per limitare il diffondersi della malattia, e molti allevatori sono costretti ad andarsene o a cambiare vita, venendo loro a mancare i mezzi di sussistenza. Al contrario degli altri, i fratelli decidono di risolvere la questione a modo loro: usando uno la furbizia e l’altro il fucile per sviare la polizia. Ma quando il cerchio comincerà a stringersi, dovranno superare la loro atavica rivalità per salvare dalla scomparsa il loro gregge e se stessi. L’Islanda è terra di fuoco e di ghiacci, e il regista ambienta la fredda e rude vita dei due fratelli ambientandola in panorami silenziosi e vastissimi, nei quali la solitudine sembra essere la cifra comune di tutte le vite degli abitanti, dedite più alla cura degli animali che ai rapporti umani. Questi corpi massicci dalle lunghe barbe, che fanno assomigliare i protagonisti a guerrieri vichinghi, non sono però immuni dalle debolezze e dai desideri di tutti gli uomini, e spesso devono fare i conti con fantasmi e demoni che nemmeno esagerate quantità di alcol riescono a sopire. Rams è una storia dura, raccontata su uno sfondo irto di spine e sassi e circondata da ghiaccio, ma con una bellissima e poetica conclusione che rimanda al calore che solo l’amore tra fratelli può sprigionare.

Beppe Musicco