I tre moschettieri – Milady è ambientato in Francia, nel 1627. D’Artagnan  alla ricerca dell’amata Constance, rapita perché è venuta a conoscenza di un complotto contro re Luigi XIII. Una volta arrestato, il moschettiere conosce la misteriosa Milady the Winter, che sa dove si trova la ragazza. Nel frattempo, la cittadina di La Rochelle sta per diventare teatro di un violento scontro tra cattolici e protestanti, con l’Inghilterra sullo sfondo pronta a intervenire. Athos, Portos e Aramis, ognuno con i suoi problemi, sono ancora una volta di fianco al re per salvare la corona…

Secondo capitolo della trilogia dedicata all’opera di Alexandre Dumas. Nella prima parte, il regista Martin Bourboulon ci aveva presentato la figura di D’Artagnan (Franois Civil), in questa seconda si concentra in particolare su Milady the Winter (Eva Green) e i suoi giochi politici al servizio del cardinale Richelieu. Il film introduce un periodo turbolento per la Francia, che sarebbe sfociato nella guerra di religione tra cattolici e ugonotti ma ne I tre moschettieri prevale però lo spirito di avventura tipico delle storie cappa e spada più che quello del film storico. Ogni protagonista ha il suo obiettivo personale da raggiungere. D’Artagnan deve liberare Constance, Milady deve portare a termine la sua missione politica, Athos (Vincent Cassel) deve lasciare il figlio e salvare il fratello in pericolo di morte, Aramis (Romain Duris) deve trovare un marito alla sorella e Porthos (Pio Marmai) non fa mancare il suo supporto in ogni missione.

I duelli a fil di lama e quelli con gli archibugi non mancano. Lo spettatore viene avvolto da un turbinio di imprese, complotti e vicissitudini non sempre facili da capire, soprattutto quando si prova a ricostruire il contesto politico. Il cast è di livello ma non tutti offrono prestazioni all’altezza. François Civil non convince troppo nei panni del D’Artagnan innamorato; più in parte sono Vincent Cassel e Romain Duris in quelli di Athos e Aramis mentre Pio Maramai è più in disparte perché Porthos scompare spesso dalla scena. Centrale è la figura di Milady, una dark lady misteriosa e doppiogiochista cui Eva Green avrebbe, a nostro avviso, potuto dare più sfaccettature. Louis Garrel si vede poco nei panni di Luigi XIII ma riesce sempre a dare un tocco particolare ai suoi personaggi.

Il finale, ovviamente, apre al terzo episodio che fa presagire la resa dei conti finali tra Athos e Milady the Winter, sua ex moglie. I tre moschettieri – Milady raggiunge lo scopo di intrattenere ma avrebbe potuto essere sorretto da una sceneggiatura più solida che lo avrebbe reso più coinvolgente.

Stefano Radice

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