Si esce pensierosi e riflettendo sui sentimenti e sulle convenzioni dalla visione di Qualche nuvola dell’esordiente Saverio Di Biagio. Il film è ambientato a Roma, in un quartiere popolare fuori dalle rotte dei turisti. Protagonista è Diego (Michele Alhaique), un muratore coscienzioso e attento al suo lavoro che, dopo un fidanzamento decennale, deve finalmente convolare a nozze con Cinzia (Greta Scarano), che abita nel suo stesso palazzo e con cui è cresciuto fin dall’infanzia. I due si vogliono veramente bene ma mentre Cinzia segue con troppa apprensione i preparativi del matrimonio, che desidera ,perfetto come nel migliore dei sogni, Diego sembra subire un po’ questa situazione. Un giorno, il suo responsabile gli affida un lavoretto: la ristrutturazione nel centro di Roma di un appartamento dove vive una sua giovane cugina, Viola (Alyn Prandi). L’incontro tra ,i due è il classico colpo di fulmine anche se i due ragazzi sono diversissimi per interessi, ceto sociale, cultura: Diego sembra riscoprire il vero amore; il matrimonio viene messo in discussione e tutto sembra precipitare. Il giovane, però, non ha fatto i conti con la tenacia, anche disperata, della sua fidanzata che non vuole per nessuna cosa al mondo, rinunciare al “suo” matrimonio (Cinzia dice alla sua amica del cuore: “Se perdo Diego, non mi rimane più nessuno”). ,Il film, che parte come una commedia ma poi si fa sempre più serio, fa addensare più di una nube sui sentimenti e, più in generale, sull’idea di matrimonio. È veramente la ,conclusione di un percorso di felicità condivisa? Oppure un traguardo che si raggiunge per abitudine? Oppure ancora un meccanismo che non si può fermare anche di fronte alla più chiara delle evidenze, ovvero la fine di un amore? Ecco quali sono i dubbi e le nuvole che accompagnano lo spettatore dopo la visione del film. E la scena finale fotografa due persone in un certo senso sconfitte e destinate a non essere felici. Qualche nuvola non è un capolavoro, non è originalissimo (quanti film abbiamo visto su amori sulla carta impossibili tra persone che appartengono a mondi diversi, come Diego e Viola?), ma ha una onestà di fondo che ce lo fa apprezzare. Bravo, come sempre, Giorgio Colangeli nei panni del padre di Cinzia. Cammeo anche per Elio Germano, astuto venditore di letti matrimoniali.,Stefano Radice