In un lussuoso hotel londinese si intrecciano le vite ed i sogni di un portiere di notte nigeriano e di una timida cameriera turca., Da Stephen Frears, regista inglese di buon livello e piuttosto continuo (sono suoi gli hollywodiani “Le relazioni pericolose” e “Rischiose abitudini” ma anche i “minori” ed interessanti “The Snapper”, “The Van – Due sulla strada” e “Liam”) un piccolo capolavoro di genere e romanticismo.,In una Londra plumbea e soffocante agitano le proprie vite ed inseguono i propri sogni alcuni extracomunitari: c’è un giapponese che lavora in obitorio sezionando cadaveri e desiderando un punto di fuga; una prostituta cinese cinica e disincantata; un avvinazzato portiere d’albergo russo, una cameriera turca con in testa soltanto l’America ed uno squallido padrone d’albergo. A fare da trait d’union alla vicenda, un portiere di notte nigeriano, ex medico, fuggito clandestinamente dalla Nigeria dove era perseguitato dal Potere e dove ha lasciato la famiglia.,Frears fonde con grazia il realismo duro dei suoi esordi con lo struggimento del melodramma, e, aiutato da una sceneggiatura convincente e da attori in forma, racconta della dignità di un uomo che non viene mai meno di fronti ai doveri della vita e di una speranza fatta di volti cari e compagnie certe. Finale commovente. Da vedere.,