Voleva diventare pianista ma il suo sogno è sfumato dopo un incidente alla mano; mantiene con fatica la sorella malata; cerca di sostenere economicamente l’orfanotrofio dove è cresciuta… Irma, la più celebre prostituta di Rue Casanova, nel quartiere parigino di Les Halles, racconta ai suoi clienti storie strappalacrime sul proprio conto, per muoverli a commozione e spingerli così ad elargire più denaro.,Nestore Patou è un giovane poliziotto che viene incaricato di sorvegliare la zona dove lavora Irma: è uno che paga una mela quando la prende dal banco del fruttivendolo, uno che non riconosce una prostituta quando la incontra, uno che al bar ordina un bicchier d’acqua, perché “non beve quando è in servizio, e per la verità neanche quando è fuori”. Un uomo un po’ ingenuo, ma onesto: nel linguaggio di Rue Casanova, “un piccolo borghese”. L’integrità di Nestore lo porta a perdere il posto, e da disoccupato torna nel quartiere malfamato, con la coda tra le gambe. S’innamora di Irma e, dopo essere entrato a far parte (per caso) del circuito che fa capo al giro di prostituzione, fa di tutto affinché la donna non abbia incontri amorosi con altri uomini. ,Dopo una brillante presentazione dei due protagonisti, il regista Billy Wilder trascina lo spettatore in un rapido quanto esilarante vortice di vicende che Nestore mette in moto, suo malgrado. Il candido poliziotto, insieme vittima e artefice delle sue sfortune, è un eroe tipicamente wilderiano: inizialmente goffo, quasi inetto, gradualmente matura, facendo leva su una straordinaria positività che gli consente di sfruttare favorevolmente anche le proprie debolezze. Nel giro di un anno o poco più, l’esistenza di Nestore è stravolta da un susseguirsi frenetico di imprevisti e grandi cambiamenti, quali potrebbero verificarsi nel corso di un’ intera vita: per questo, la parabola di cui l’uomo è protagonista somiglia tanto ad una fiaba, il cui narratore è il misterioso Moustache (“baffone”), gestore dell’omonimo bistrot dove si riuniscono le lucciole e i loro protettori. Di Moustache non si sa nulla, se non che ha svolto svariate professioni, per lo più illegalmente, grazie alle quali ha acquisito una saggezza e un’apertura mentale con cui affronta senza timore ogni situazione. Infatti, è proprio lui che accompagna Nestore nella sua crescita, aiutando lui e Irma a coronare il loro sogno d’amore. ,Mattatore del film è naturalmente Jack Lemmon, espressivo e versatile, qui alla sua terza collaborazione con Billy Wilder: se le sventure che capitano al suo personaggio ricordano più di una volta il Jerry di A qualcuno piace caldo (1959), è soprattutto nelle sequenze mute che l’attore regala momenti di altissima comicità. Accanto a lui una Shirley MacLaine in ottima forma: per niente entusiasta della sceneggiatura del film (che non aveva letto prima di accettare la parte, tanto si fidava di Wilder e Lemmon), si sorprese di ricevere un Golden Globe e una nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista. L’unico Oscar fu vinto dalla colonna sonora, di André Previn.,Negli insegnamenti di Moustache, nella bontà di Nestore e nello sguardo svagato di Irma si legge l’invito del regista a non prendersi troppo sul serio, affrontando la vita con leggerezza: solo chi agisce così sarà premiato dalla sorte. Le ripetute divagazioni del barista sul proprio passato sono troncate da lui stesso con la frase: “Ma questa è un’altra storia”. Viene da pensare che, nella sua ricchezza e varietà, anche quella di Nestore e Irma sia solo una delle tante “storie” della vita, una vita che può sorprendere ogni giorno e che per questo motivo, nel bene e nel male, vale la pena di essere vissuta.,

Maria Triberti

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