Melissa è una ragazza di 15 anni, innamorata di un compagno di liceo più grande. Che la umilierà facendole scoprire il sesso in maniera spregevole, e la cambierà (in peggio) per sempre. Fra continue ricerche di espressioni estreme, sarà difficile recuperare l’innocenza perduta…,Il progetto di film su “Melissa P.” non può non dar fastidio anche solo come idea di partenza. Quella cioè di stimolare una morbosità guardona rispetto ad un libro altrettanto morboso, i “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” di Melissa Panariello, per l’appunto. Il film, così, si presenta come un’operazione puramente commerciale sin dalla sua distribuzione, con un battage pubblicitario massiccio ma criptico, che nulla svela sul vero impatto visivo del film, andando a stimolare quell’aspetto voyeuristico che è il vero motore del film. E la povertà intellettuale e contenutistica si palesa anche nella realizzazione tecnica, approssimativa e priva di quella sana ambizione di realizzare anzitutto un buon film, che mostra un prodotto confezionato come se fosse uno dei tanti film-tv sulle reti pubbliche o private.,Ma quel che è peggio è che regista e sceneggiatori (ascoltandoli anche durante varie occasioni pubbliche), presentano il film come prodotto d’indagine socio-psicologica sul mondo dell’adolescenza. Oltre a chiedersi se qualche semplicistica ragione da salotto televisivo possa essere esauriente per comprendere a fondo l’universo – complicato e molto più profondo – adolescenziale, ci si interroga sulla necessità, se veramente quello era l’intento, di mettere in scena una storia così borghesemente al limite. Che poi, alla fine della fiera, il film risulta ipocrita anche da un punto di vista meramente trasgressivo, presentandosi nelle prime sequenze come pellicola “al limite” e andando avanti con sequenze patinate, degne al massimo di qualche filmetto di genere da, appunto, seconda serata tv.,Un film dunque falso sotto tutti i punti di vista, che non riesce a giustificare una pochezza sostanziale se non con argomenti potenzialmente scabrosi, lasciando d’altra parte delusi i voyeur di turno che troveranno solamente qualche accenno dello scandalo promesso da trailer e cartelloni.,Pietro Salvatori,