È un film da guardare con attenzione Le meraviglie di Alice Rohrwacher, fresco vincitore del Grand Prix al festival di Cannes. Può spiazzare a una prima visione ma ha elementi che rimangono nella mente dello spettatore. Protagonista assoluta è Gelsomina, una ragazza in età preadolescenziale la cui famiglia si è trasferita in campagna per portare avanti l’attività di apicultrice. Tutto procede secondo i duri ritmi dettati da questo lavoro e dalla volontà del padre, ma due elementi intervengono a modificare il quadro: il desiderio di partecipare a una trasmissione televisiva da parte di Gelsomina che vuole coinvolgere tutta la famiglia, e l’arrivo in affido di un ragazzino misterioso e taciturno (non dice una parola per tutto il film) come aiuto e supporto lavorativo. ,Alice Rohrwacher, alla sua opera seconda dopo Corpo celeste, ha dichiarato che questo è un film sulla sconfitta e sul perdono. Il perdono è quello del padre nei confronti di Gelsomina. Wolfang stravede per la figlia maggiore (la secondogenita ha dieci anni e poi ci sono due piccole gemelle) ma finisce con il sovraccaricarla di responsabilità e di incombenze; vuole soprattutto che porti avanti senza avere dubbi l’attività di famiglia. Quando scopre che, a sua insaputa, Gelsomina ha iscritto la famiglia alla trasmissione televisiva, si sente tradito nel profondo ma finisce poi per il perdonare la figlia perché Le meraviglie è soprattutto la storia dell’unità di questa famiglia malgrado gli stenti, le difficoltà e l’isolamento dal cosiddetto mondo civilizzato. Sono anche degli sconfitti? Hanno scelto una vita ai margini della società, in una natura rappresentata con tutte le sue durezze e asperità e non in modo idilliaco. Sono sconfitti perché per ritrovare se stessi hanno dovuto lasciare tutto e andare in campagna. Ma l’aspetto più interessante del film, a nostro avviso, sta nello sguardo e nella tenacia di questa giovane ragazza che adora il padre e la madre, fa con passione anche l’apicultrice, ma in sé sa che quella non sarà la sua vita e cerca, sempre nel rispetto dei genitori, di farlo capire con caparbietà, in questo supportata dalla madre e dalla zia. Certo, non tutto ci ha convinto del film di Alice Rohrwachwer; certi aspetti della sceneggiatura rimangono troppo misteriosi e non spiegati e soprattutto il finale è spiazzante. Però è un film che non lascia indifferenti e che dimostra il talento di questa giovane regista. Nel cast spiccano la brava Maria Alexandra Lungu (Gelsomina); Alba Rohorwacher (la madre), Sam Louwych (il padre); Monica Bellucci (la fatina presentatrice televisiva)., ,Stefano Radice