Con In the Grey, Guy Ritchie realizza ancora una volta un film spettacolare di proporzioni esagerate. La trama del film è naturalmente piuttosto esile, ma serve principalmente a fare da sfondo ad azione, violenza e un po’ di battute umoristiche.

L’affascinante Sophia (Eiza González) è a capo di una squadra di mercenari sotto copertura, ingaggiati da grandi corporation, o forse da chiunque abbia un conto in banca abbastanza cospicuo, per recuperare denaro rubato in cambio del dieci percento di quanto dovuto. In questo caso il cattivo è Salazar (Carlos Bardem), un miliardario che, per liberarsi del debito, ha fatto uccidere l’intermediario e non ha restituito il miliardo di dollari che avrebbe dovuto. Quindi la società creditrice, rappresentata da Rosamund Pike, ingaggia Sophia e il suo team per convincere Salazar, il suo corrotto avvocato (un ruolo divertente per Fisher Stevens) e il suo nutrito staff militare a restituire il suddetto miliardo. La squadra del recupero crediti accumula un’enorme quantità di armi sofisticate, tra cui lanciarazzi, motoscafi, motociclette, jeep e qualsiasi altra cosa serva per recuperare la somma. Questo piccolo gruppo ha come figure chiave Bronco (Jake Gyllenhaal) e Sid (Henry Cavill), insieme ad altri esecutori, ognuno con la propria professionalità, che va dagli esplosivi, ai trasporti, alle comunicazioni, ecc… Dopo essere stata a lungo tenuta a distanza dal boss mafioso dal suo losco avvocato (che a ogni passo della trattativa suda sempre più copiosamente), Sophia riesce finalmente ad avere accesso alla sua isola privata. Naturalmente non va da sola, dato che i suoi specialisti sono già lì. Inizia così la contrattazione sulla somma che deve essere restituita; ma ogni offerta negata o ricevuta  viene accompagnata da esplosioni, inseguimenti e scontri a fuoco, con nuovi avversari che spuntano dagli angoli più inaspettati. A credere al titolo e al film, i “nostri” operano nel territorio tra legalità e illegalità, tra morale e immorale: nella zona grigia, appunto. Questi mercenari assoldati fanno praticamente tutto ciò che è proibito, ma per una buona causa ovviamente, che è quella di farsi ridare un miliardo di dollari da dei cattivi ancora più grandi, dollari che questi a loro volta avevano “preso in prestito” da altri cattivi.

Dal punto di vista visivo, il film (girato a Tenerife) è all’altezza delle aspettative: le assolate location trasmettono un senso di evasione che ben si sposa con lo stile raffinato che il regista (di cui ricordiamo almeno Sherlock Holmes, The Gentlemen) conferisce alla pellicola. Se amate l’azione, In the Grey è un film divertente, perché di questa ce n’è in abbondanza: Guy Ritchie sa esattamente come rappresentarla sullo schermo e anche scegliersi gli attori.

Beppe Musicco

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