Lungo citare tutte le coppie e i personaggi vari che si incastrano meccanicamente, nel cercare la perfezione (ben lungi dall’essere trovata) del film corale. Tra i veri ex ci sono un violento poliziotto (Gassmann) che minaccia l’attuale fidanzato (De Luigi) della ragazza che lo ha lasciato, un prete che dovrebbe celebrare il matrimonio della donna da cui fu lasciato prima di prendere i voti (e intano riscocca la scintilla amorosa), un uomo (Bisio) che ha lasciato la moglie ma che la rimpiange quando lei muore in un incidente… Poi ci sono ex potenziali, come due burini che arrivano fino al tribunale per poi riscoprirsi causa obblighi fissati dal magistrato, e lo stesso giudice (Orlando) che lascia la moglie (Signoris) che gli suscita pensieri omicidi (ma alla fine sarà pace tra loro). Mentre due fidanzatini sulla rotta Parigi-Nuova Zelanda scoprono la gelosia…,Di tutto il ricco cast i migliori sono Alessandro Gassmann e Fabio De Luigi (ma non sono male neppure Cristiana Capotondi e il francese Malik Zidi) mentre i pur bravi Silvio Orlando e Carla Signoris risentono di un copione che li costringe a situazioni poco raffinate e in contrasto con il loro tipo di umorismo e Claudio Bisio è costretto a momenti retorici mal congegnati e a ripetere cose già fatte (molto meglio) in Amore, bugie e calcetto.,L’idea del film sarebbe raccontare non solo le vicissitudini amorose contemporanee, ma focalizzarsi sulla figura dell’ex che tende a non sparire mai dalla vita dell’amato di un tempo. In realtà alla terza prova da regista, dopo numerosi apporti come sceneggiatore a numerosi film (soprattutto i “cinepanettoni di Natale”, ma anche il noir Cemento armato e Questa notte è ancora nostra), Fausto Brizzi sembra circoscrivere le sue ambizioni. Se il suo esordio Notte prima degli esami aveva illuso che ci si potesse trovare di fronte a un giovane regista senza vezzi autoriali ma anche con una buona sensibilità nel coniugare vocazione di racconto popolare e una certa pulizia narrativa (non si giocava su battute grossolane e volgarità per far ridere, ma su situazioni ben costruite e sull’effetto nostalgia per gli anni 80), con il sequel di quel film e con Ex fa capire quella che – per ora – è la sua cifra. Quella di un professionista comunque abile, che sa gestire attori e macchina produttiva ma che si sta adagiando su una sconfortante pigrizia narrativa (parecchie scene risultano sciatte e tirate via, nonostante l’alto budget) e su una volgarità fastidiosa, che continua a essere considerata inevitabile da troppi registi e produttori di commedie che devono incassare (mentre l’esempio del francese Giù al nord, il maggior successo di tutti i tempi in Francia, che punta su tutt’altre armi dimostra esattamente il contrario). Nelle dichiarazioni programmatiche Brizzi diceva di ispirarsi alle commedie anglosassoni e in special modo a Love Actually: a parte il fatto che quel film con Hugh Grant era il meno raffinato di tutta una serie di commedie prodotte in Inghilterra dagli anni 90 in poi, in confronto a Ex per finezza e rigore narrativo ci sembra una pellicola di Billy Wilder…,Antonio Autieri