Mickey Pearson è un americano che ha fatto fortuna in Inghilterra coltivando e smerciando marjuana. È diventato ricchissimo e, a un certo punto, ha deciso di ritirarsi e di vendere il suo impero. Ma i pretendenti sono molti e c’è chi lo vorrebbe morto per prenderne il posto. È stato pedinato in segreto da un investigatore, Fletcher, al servizio di un editore che lo vuole rovinare. Approfittando di questa situazione, l’investigatore si presenta a casa di Ray, il braccio destro di Mickey e lo ricatta, facendogli capire di avere per le mani materiale scottante sul suo capo. Nel frattempo la situazione si complica perché la malavita cinese vuole inserirsi negli affari di Pearson che si ritrova salvato da una strana gang di esperti di arti marziali guidata da Coach…
Guy Ritchie, dopo Aladdin e King Arthur Il potere della spada, torna alle origini della sua cinematografia e a film a lui più congeniali come Lock & Stock – Pazzi scatenati e Snatch – Lo strappo. Con The Gentlemen realizza un gangster movie molto originale di cui è anche sceneggiatore. Un film molto parlato, violento senza troppe esagerazioni, e con un sottofondo ironico ben calibrato. Anche se si racconta la parabola del boss Mickey (Matthew McConaughey convincente nella parte di un criminale amante della bella vita, con una certa classe e aplomb), il film ruota attorno a Fletcher (bravissimo Hugh Grant, da ascoltare se possibile in lingua originale). È lui, con i suoi interventi a dare il ritmo alla storia. Non è solo un personaggio del racconto ma tutto quello che dice, gli scenari che immagina, li vede come la sceneggiatura di un film (e lo dice chiaramente) tanto da essere una sorta di secondo regista in scena. Davvero una bella prova che conferma le doti dell’attore inglese. Il ritmo della sceneggiatura è serrato e i colpi di scena si susseguono sorprendendo sempre lo spettatore. Oltre a McConaughey e a Grant, nel cast troviamo, tra gli altri, anche Charlie Hunnam (Ray) che aveva già lavorato con Ritchie in King Arthur, e Colin Farrell nei panni del compassato insegnante di arti marziali. Un coach con un ruolo che nella storia diventa sempre più importante e che Farrell valorizza molto bene. Alla fine, un film riuscito e convincente che sarebbe stato molto valorizzato sul grande schermo e che, invece, causa Covid potete vedere su Amazon Prime.