Venticinque anni dopo il sequestro Moro, un giudice coraggioso indaga sui veri mandanti.,Dopo il coraggioso 'Porzus' e il deludente 'Vajont', un altro film d’impegno civile per Renzo Martinelli che con 'Piazza delle cinque lune', vorrebbe scoperchiare uno dei tanti misteri della storia recente d’Italia: i risultati però sono piuttosto scarsi. Per fare un buon film non bastano infatti una confezione internazionale (il film è una coproduzione franco-italo-tedesca), un cast rinomato e multilingue (oltre a Sutherland, il protagonista, ed ai nostrani Giancarlo Giannini e Stefania Rocca, c’è anche spazio per un cameo di Philippe Leroy e per una piccola parte di F. Murray Abraham), ed effetti speciali dispendiosi e appariscenti: servono anche una regia “forte” ed una storia convincente e coerente. Sempre indeciso se prendere la via del melodramma (spesso viziato da cadute in stile fiction televisiva) e il tono documentaristico (le ricostruzioni del sequestro), Martinelli dimostra gravi mancanze sia nella direzione degli attori (al minimo tutti, da Sutherland ad un più che sbiadito Giannini, passando per una incolore Stefania Rocca) sia per quanto riguarda la tesi di fondo (alla fine, la colpa di tutto è sempre della Democrazia Cristiana e degli americani), dove sembra più proclamare che dimostrare. ,Superficiale e grossolano nello sciogliere molti nodi della vicenda, 'Piazza delle cinque lune' lascia l’amaro in bocca, non interrogandosi seriamente di fronte alla vicenda, ma rispondendo con slogan rabbiosi e tesi ideologiche.,