Il successo per Curtis Hanson, nonostante abbia iniziato a dirigere film dai primi anni 70, è arrivato in età matura, quando nel 1992 diresse il thriller La mano sulla culla, con Annabella Sciorra e Rebecca De Mornay. Thriller era anche The River Wild – Il fiume della paura, con Meryl Streep istruttrice di rafting che imbarcava sul gommone due pericolosi killer. Ma il vero salto (che non per niente lo portò all’Academy Award nel 1998: miglior sceneggiatura e miglior attrice protagonista Kim Basinger) fu dirigere L.A. Confidential, una complicata detective story (tratta da un racconto di James Ellroy) ambientata nella Hollywood degli anni 50. Il film, a oltre a talenti già noti come la già citata Basinger, Danny DeVito e Kevin Spacey, consacrò due giovani attori: Russell Crowe e Guy Pierce, che con un’interpretazione tesa e spesso violenta, si adattarono perfettamente al senso di mistero e incipiente dramma della storia, affascinarono gli spettatori con la loro bravura. A questo seguirono Wonder Boys, una sorta di divertissment sul mondo dell’editoria e  8 Miles, biografia di un insolito rapper bianco, non per niente interpretato da Marshall Mather III, meglio noto come Eminem. Tra i suoi ultimi film, prima che l’Alzheimer gli impedisse di continuare a lavorare, il più significativo (da recuperare assolutamente se non l’avete visto) è In her Shoes – Se fossi lei, con un insolito duo Toni Collette – Cameron Diaz nei panni di due sorelle diversissime, ma che si scoprono più unite e simili di quanto pensassero.

Beppe Musicco