Zootropolis 2 è il secondo, attesissimo capitolo del franchise Disney che, a ben nove anni dal primo film, ci riporta tra i grattacieli e i distretti della metropoli animale. Un’attesa che la Disney ha saputo gestire con intelligenza, espandendo l’universo narrativo con la serie Zootropolis+ (disponibile su Disney+), un piccolo gioiello che consiglio caldamente di recuperare per apprezzare appieno la profondità di questo mondo prima di sedersi in sala. Se il primo capitolo, premiato con l’Oscar nel 2017, aveva fissato uno standard altissimo parlando di integrazione e pregiudizio con un equilibrio perfetto tra commedia e dramma, questo sequel alza ulteriormente l’asticella. Non si limita a replicare la formula vincente, ma espande il discorso sociale e politico.
Le tematiche si fanno più oscure e complesse: se il primo film si concentrava sulla discriminazione del singolo, qui il focus si sposta sulla cultura e sulla memoria storica. La trama ruota attorno alla scioccante rivelazione dell’esclusione sistematica dei rettili, divenuti reietti e segregati a causa di un crimine ancestrale attribuito ai serpenti, che ha generato una paura irrazionale verso l’intera specie a sangue freddo. Il film tocca coraggiosamente il tema del revisionismo storico e dell’espansionismo aggressivo, incarnato dalla famiglia delle Linci. I fondatori di Zootropolis non sono solo figure istituzionali, ma rappresentano un potere che vuole allargare costantemente il proprio territorio, cancellando le poche zone rimaste ai rettili. È sorprendente, e a tratti audace, vedere la Disney esporsi così nettamente su dinamiche che ricordano la gentrificazione e le tensioni politiche americane attuali, pur mantenendo quel filtro “disneyano” che rende il messaggio accessibile anche ai più piccoli.
Il cuore pulsante della pellicola resta la chimica tra Nick e Judy. Il film introduce brillantemente il concetto di “terapia di coppia applicata al lavoro”: un espediente narrativo interessante che permette ai due di esplorare le loro divergenze caratteriali, portando la loro partnership a un livello di maturità inedito. Ma sono i nuovi personaggi a rubare spesso la scena. Gary De’Snake è la chiave di volta emotiva del film: attraverso di lui viviamo il dramma della discriminazione dei rettili, decostruendo lo stereotipo maligno spesso attribuito ai serpenti. Dall’altra parte della barricata troviamo la famiglia Lynxley, villain eleganti quanto spietati. Altro personaggio da citare è Nibbles Maplestick, che si inserisce come una spalla comica irresistibile, riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere troppo la ridotta presenza di vecchie glorie come Flash.
Zootropolis 2 risulterà una bella sfida anche per i cinefili, disseminato di easter egg da scovare che risultano però sempre funzionali al racconto. Si passa dalla dolcezza di omaggi ai classici Disney come Lilli e il vagabondo (in una scena romantica e divertente) e Rapunzel, fino a toccare vette inaspettate con Ratatouille. Ma la vera perla è nel finale: la citazione di Shining di Kubrick è spettacolare, un tocco di classe geniale che farà sobbalzare gli adulti in sala. Dal punto di vista tecnico, l’animazione è come sempre impeccabile: Zootropolis sembra più viva che mai, resa con un fotorealismo magistrale che esalta i dettagli di ogni ambiente e personaggio. Un plauso doveroso va al doppiaggio italiano. Ritroviamo le certezze delle voci storiche, con Alessandro Quarta su Nick Wilde e Ilaria Latini su Judy Hopps, ma anche le nuove leve hanno sorpreso: in particolare spicca la performance di Max Angioni, che presta la voce a Gary De’Snake con un’interpretazione davvero riuscita, e Michela Giroud per Nibbles Maplestick. In conclusione, Zootropolis 2 non è solo un ottimo sequel, è un film necessario che parla al nostro presente. E un ultimo consiglio: non alzatevi dalla poltrona appena partono i titoli di coda. La scena post-credit è fondamentale e apre scenari interessantissimi per il futuro del franchise, strizzando finalmente l’occhio a quel possibile sviluppo amoroso tra Nick e Judy che tutti aspettiamo.
Mattia Basile
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