Gli americani Bea (Sydney Sweeney) e Ben (Glen Powell) devono fingere di avere una relazione, mentre sono in Australia per partecipare ai festeggiamenti del matrimonio tra la sorella della prima, Halle (Hadley Robinson), e l’amica del secondo, Claudia (Alexandra Shipp).
In verità, la storia di Bea e Ben inizia prima del matrimonio, quando un incontro in una caffetteria si era concluso con una romantica serata passata a chiacchierare fino a tarda notte a casa di Ben fino ad addormentarsi entrambi; solo che Bea la mattina successiva era sgusciata dall’appartamento pensando che Ben dormisse. Resasi conto dell’errore (non c’era motivo di scappare) e tornando verso la casa di lui, sulla soglia, aveva origliato Ben che, ferito nel suo ego, si lamentava con il suo coinquilino Pete (GaTa), di quanto non vedesse l’ora che lei se ne andasse.
Dalla percezione errata delle motivazioni reciproche di quella mattina, il disprezzo reciproco; cosa che però non impedisce ai due di formare un’alleanza conveniente che aiuta Bea a tenere a bada il suo ex fidanzato Jonathan (Darren Barnet), più che mai spinto dai genitori di lei, mentre fa apparire Ben più desiderabile alla sua ex, Margaret (Charlee Fraser), al momento impegnata con una sorta di scimmione australiano, Beau (Joe Davidson). Mentre Bea e Ben assumono i ruoli di presunti amanti, il film usa i dubbi della loro attrazione come trampolino di lancio per esplorare come i loro desideri e le loro insicurezze creino una continua oscillazione tra lo sviluppo di sentimenti reciproci e la ritrosia, ogni volta che l’altro insinua di star solo recitando. È questo un cliché più che collaudato delle commedie romantiche, per esporre le insicurezze interiori di entrambi i personaggi, e la passione che Sweeney e Powell lasciano intendere dovrebbe iniettare una sorta di giocosità alla storia e aggiungere tensione ad eventuali colpi di scena della loro relazione (anche perchè il film è chiaramente ispirato a Molto rumore per nulla di Shakespeare).
Anche concedendo questo alla coppia di protagonisti, Tutti tranne te non ha proprio nulla da offrire quando sullo schermo compare chiunque che non siano Sweeney e Powell. In quello che dovrebbe essere un film corale, gli attori comprimari rimangono dolorosamente unidimensionali e raramente si comportano anche lontanamente come esseri umani. Ognuno di loro rimane così fermamente determinato nella propria preoccupazione sul fatto che i due stiano litigando o vadano a letto insieme, che inizi a chiederti che senso abbia tutto questo. L’incredulità porta spesso acqua al mulino delle commedie romantiche, ma i film del genere di solito prosperano quando ai personaggi secondari viene dato qualcosa su cui costruire il proprio ruolo e il mondo in cui si svolge la storia d’amore viene concretizzato oltre uno schizzo di base. Tutti tranne te annaspa su entrambi i fronti, cercando di sfruttare la chimica tra Powell e Sweeney; ma senza preoccuparsi di creare un film avvincente attorno, anche la loro interpretazione ne risulta povera e scontata.
Beppe Musicco
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