Spariti tutti gli adulti (a parte qualche fugace apparizione del padre, Charlie Swan), il terzo film della saga di Twilight si incentra totalmente sulla difficile scelta di Bella: lei ama il vampiro Edward Cullen, che la ricambia, ma al tempo stesso è attratta da Jacob (ormai un licantropo fatto e finito), che pure smania per lei. In più, a turbare ulteriormente bella, Jacob (a differenza dell’algido Edward) ha un metabolismo in costante ebollizione che gli consente di andare sempre in giro a torso nudo (e sfoggiare così il suo impianto muscolare frontale) irraggiando calore, una virtù che tornerà utile per salvare la ragazza dall’assideramento durante una notte passata in tenda in alta montagna. Film assai meno appassionante dei precedenti, Eclipse si distingue più che altro per le lunghe schermaglie verbose tra Jacob ed Edward, preoccupati di mostrare all’altro la supremazia sul proprio branco, ma al tempo stesso impensieriti per la sorte dell’aspirante vampira. La ragazza, come nei precedenti episodi, è al centro della caccia di Victoria (Bryce Dallas Howard), che scatena un gruppo di nuovi vampiri (giovani e particolarmente bramosi) contro Edward e il suo clan. Un’insolita alleanza tra la famiglia Cullen e licantropi per proteggere la giovane umana darà luogo a una battaglia tra questi ultimi e i giovani vampiri di Victoria: grandi ululati, un po’ di salti, niente di particolarmente efferato o “splatter” che non possa essere visto anche da dodicenni, ma anche niente di particolarmente significativo in quanto a effetti speciali. L’amletico dubbio di Bella (che viene messa in guardia anche da altri membri della famiglia che rimpiangono il proprio passato di semplici umani) deve anche fare i conti con l’impostazione “ancien régime” di Edward: lei desidera diventare una vampira per passare l’eternità con lui e, vista la premessa, vorrebbe anche fare sesso col suo innamorato; ma Edward, che di giovane ha solo l’aspetto essendo nato due secoli fa, non vuole concedersi prima del matrimonio. In realtà, l’approfondimento sull’animus dei personaggi è approssimativo e superficiale e si riduce a estenuanti corollari ai vari “ti amo” e “lo sai che anch’io ti amo” o agli sguardi duellanti e minacciosi sotto le folte sopracciglia dei due ragazzotti. Resta comunque il fatto che Eclipse , come i due titoli che l’hanno preceduto, fa il pieno tra i ragazzi, segno che, anche se grossolanamente e in maniera “epidermica”, centra il tema cardine dell’affettività adolescenziale: l’esigenza sia di essere amati dalla persona cui si apre il cuore, che di essere accettati dai propri pari. L’ambientazione fantastica, tra vampiri e licantropi riempie di suggestione e fascino il film, ma non nasconde il senso di straniamento di Bella dai suoi coetanei, con i quali non si confida neanche più, ormai presa totalmente da questo mondo misterioso (significativo che il solo intervento del padre Charlie nel film sia per esortarla a vedere qualcun altro che non sia lo smorto Edward). C’è da sperare che qualcun altro a Hollywood riesca a parlare di queste cose un po’ meno superficialmente ma con la stessa attrattiva sui ragazzi di quest’età.,Beppe Musicco