Terminator Genisys (id.)
USA 2015 – 126’
Genere: Fantascienza
Regia di: Alan Taylor
Cast principale: Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jai Courtney, Jason Clarke
Tematiche: android, viaggi temporali, lotta bene male
Target: da 11 anni

John Connor manda indietro nel tempo il suo amico e braccio destro Kyle Reese, per sventare il dominio delle macchine

Recensione

Già è difficile da spiegare a chi ha visto tutti i titoli della serie (e son passati già 31 anni dal primo film!), per chi vede solo Terminator: Genisys è decisamente troppo complicato; probabilmente per questo, all’inizio del film una voce fuori campo si dilunga in uno spiegone che dovrebbe far capire allo spettatore il bizzarro andirivieni tra presente e futuro di uomini e androidi. Fatica sprecata. La verità è che chi paga il biglietto lo fa per vedere Arnold Schwarzenegger che, terminata la sua avventura politica come governatore della California, torna al cinema più pimpante che mai. «Sono vecchio, ma non obsoleto», così si definisce il Terminator modello T-800 che veglia sull’incolumità di Sarah Connor, perennemente inseguita da androidi che vogliono eliminarla per evitare che dia alla luce John Connor (Jason Clarke), il capo dei ribelli che combattono nel futuro contro le macchine. Questa volta a dare manforte ai due è Kyle Reese (Jai Courtney), amico e braccio destro di John Connor, e spedito nel passato per evitare che il software inventato dalle macchine dia l’avvio alla distruzione nucleare e all’asservimento dell’umanità.
Come già per l’introduzione, è inutile che lo spettatore cerchi di comprendere la logica dei flussi e degli incroci temporali che dovrebbe giustificare il nonsense di quanto accade sullo schermo, con personaggi che sono padri, fratelli o figli di sé stessi, ma che sono troppo occupati a scappare per riflettere sulle assurdità di quel che stanno facendo. Ciò nonostante, bisogna ammettere che Terminator: Genisys è leggermente superiore ai titoli che hanno seguito i primi due “storici” diretti da James Cameron: ricollegandosi come stile al secondo ma reimpostando la saga, come se iniziasse ora. Infatti si rivede anche un Terminator dalle fattezze giovanili di Schwarzy che viene impietosamente fatto a pezzi da quello vecchio (ma non obsoleto). Comunque, la notizia è che il giorno in cui le macchine tenteranno di prendere il potere è stato spostato dal 1997 al 2017, grazie a un nuovo software, chiamato appunto Genisys, che promette di rendere la vita degli umani sempre connessa e facilitata, ma che in realtà sarà lo strumento dello sterminio.
Date simili premesse sulla trama, è quasi logico che a reggere il film siano più le larghe spalle di Schwarzenegger (che si esibisce anche in una serie di smorfie grottesche) che il resto: Jason Clarke non brilla per intensità, Courtney per tutto il film non fa altro che chiedersi “ma io che ci faccio qui?” e a Emilia Clarke, nonostante il grande agitarsi, manca molto della grinta che sfoderava Linda Hamilton ai tempi. Il vecchio Terminator non sarà probabilmente obsoleto, ma questo episodio ha l’aria decisamente superflua.

Beppe Musicco