Tratto da un romanzo epistolare di Cecilia Ahern (figlia di un ex primo ministro irlandese e già autrice di romanzi adattati al cinema, come P.S. I love you), il film del tedesco Christian Ditter – alle spalle un'altra commedia romantica, French for beginners – si autocandida ad essere l'Harry ti presento Sally delle nuove generazioni, ma per apprezzarlo meglio mantenere aspettative più basse. ,La vicenda di Rosie e Alex, migliori amici dall'asilo alle superiori e infatuati reciprocamente senza saperselo dire (per lo meno mai al momento giusto e sobri abbastanza per ricordarselo), non contiene vere sorprese per lo spettatore.,Che i due siano perfetti l'uno per l'altra è dichiarato fin da principio e la serie di imprevisti ed equivoci che impedisce il lieto fine funziona bene all'inizio, ma si fa un po' meno credibile man mano che si procede. Questo non vuol dire che, anche grazie alla buona alchimia tra i due protagonisti, non ci si appassioni alle vicende di Rosie e Alex, divisi da una gravidanza imprevista (e poi anche imprevedibilmente accettata, senza moralismi e con un realismo comico che non guasta), dall'oceano e da una serie di fidanzate intempestive e padri che ritornano quando meno sarebbero opportuni. ,I giovani degli anni Duemila (la storia si svolge su un arco di tempo di quasi quindici anni, ma miracolosamente i due protagonisti riescono abbastanza credibili nella crescita con qualche buon tocco di parrucchiere) faticano ancora a capirsi anche se sono apparentemente iperconnessi e la pellicola ha gioco di mostrare l'evoluzione delle relazioni digitali, da sms e chat rudimentali a mail, what'sapp per tornare alle vecchie tradizionali lettere scritte a mano… Belle, ma che però rischiano di finire nelle mani sbagliate. ,Quello che però nel film di Rob Reiner degli anni Ottanta era un confronto basato su visioni della vita apparentemente inconciliabili e su una crescita profonda, qui si risolve spesso in un qui pro quo che lo spettatore risolverebbe in cinque minuti di sana conversazione. A ravvivare la storia ci pensano i personaggi di contorno, dalla solita amica linguacciuta e simpatica (che in uno dei momenti più esilaranti del film trova e riconosce l'amore della sua vita in cinque minuti), al bellone troppo scemo per saper usare un preservativo ma abbastanza furbo da imbrogliare per tenersi una donna, e soprattutto il padre di Rosie, concierge d'albergo che per la figlia sogna un avvenire migliore ma soprattutto una vita felice a modo suo.,Insomma Scrivimi ancora – o #Scrivimi ancora, come da moda “grafica” nei titoli – non farà la rivoluzione della commedia romantica, ma visto quanto il genere se la passa male ultimamente non c'è neppure da lamentarsi anche se ci si chiede, più per coerenza stilistica che per moralismo, se la storia non avrebbe potuto rinunciare a qualche situazione di comicità volgare legata alla vivace attività sessuale della protagonista. ,Laura Cotta Ramosino ,