Due uomini anziani si preparano a lasciare questo mondo. Un poliziotto è alle prese con una ragazza cocainomane, un ex bambino prodigio dei quiz è diventato un fallito, un figlio ha disconosciuto il padre. Per tutti il destino ha preparato qualcosa di inatteso e sorprendente.

Un film corale, il terzo da regista del talentuosolo Paul Thomas Anderson (rivelato da Boogie nights) in cui nove personaggi attendono (inconsapevolmente o meno) un incontro. Le loro storie si accavallano e si intrecciano nella Los Angeles dei giorni nostri: storie dolorose tutte giocate, biblicamente, nel dramma con il padre. C’è chi scopre, d’un tratto, che il padre abbandonato da anni è in punto di morte, e chi vive nella solitudine più disperata per dimenticare una violenza subita in famiglia. Tutti marchiati da un legame indelebile, risponderanno in maniera diversa a una realtà che pare sempre frutto del caso e fatta solo di dolore. Solo l’incontro con un amore gratuito potrà salvarli.

Un capolavoro, vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino 2000, arricchito da un incredibile cast. Da citare, tra gli altri, Tom Cruise nella sua prova migliore (premiato con il Golden Globe e nominato all’Oscar), il grande Jason Robards al suo ultimo film e i bravissimi Philip Seymour Hoffman, Julianne Moore, John C. Reilly e William H. Macy.

Finale incredibile, coraggiosissimo, indimenticabile (e anch’esso di sapore biblico): o lo si ama o lo si odia. Una soluzione cinematografica a effetto, ma che pare frutto di una concezione non punitiva, bensì piena di misericordia del rapporto tra l’uomo e il suo destino.

Antonio Autieri