Gigi (Nicola Rignanese), un uomo di mezza età con una parrucca bionda in testa, cerca di ormeggiare la sua barchetta al pontile del lago; ma è evidentemente ubriaco e cade in acqua. Una coppia di amici, Umberto e Beppe (Antonio Albanese e Beppe Battiston), lo raccoglie e lo carica in auto, dove subito cade in un sonno profondo. Intanto arriva anche Toni (Niccolò Ferrero), figlio della prima moglie di Umberto, appena rimesso in libertà provvisoria dopo una condanna per truffa. I quattro decidono di festeggiare la scarcerazione in un locale; a fine serata e nonostante la scarsa lucidità, si rimettono in auto per tornare a casa, commettendo un incidente lungo la strada di ritorno. Poco coscienti ma spaventati dall’accaduto fuggono senza controllare chi o cosa abbiano urtato.
Antonio Albanese, come regista e sceneggiatore, cerca di ricostruire un’atmosfera misteriosa da whodunit, ma invece di quattro (involontari) criminali, sceglie come protagonisti quattro falliti. Di Toni abbiamo già detto; Gigi, che ha accudito da sempre una vecchia zia, scopre alla morte di questa che nel testamento lei gli ha lasciato solo parrucche e trucchi. Beppe è un idraulico che vive ancora con la madre ed è vessato da anziane clienti che lo chiamano anche nel mezzo della notte. E per finire Umberto, compositore di insopportabile musica dodecafonica (e per questo artista incompreso), è costretto a vendere i suoi averi per pagare il mantenimento alle due ex mogli.
Riuniti nella casa che si affaccia sul lago di proprietà di Umberto, iniziano a infilare una serie di accidenti e equivoci che non fanno che aumentare la loro paura. Inoltre a notte fonda arriva anche Giulia (figlia che Umberto ha avuto dalla seconda moglie) che si è lasciata con il ragazzo e pretende di passare con loro la notte. Intanto si scopre che lo scontro notturno è stato con la bicicletta di Mathias, l’ubriacone del paese che se ne stava tornando a casa. Ma che fine ha fatto Mathias?
Costruito con dinamiche quasi teatrali e con l’aiuto del panorama del bel lago d’Orta, il film è retto dai tempi comici del duo Battiston-Albanese, che riescono a rendere con efficacia le situazioni surreali e a dar loro sempre un taglio comico/malinconico: si sorride alle disgrazie di una compagnia male assortita e incapace di gestire l’imprevisto con un minimo di razionalità; ogni minimo accidente diviene occasione per mostrare come i personaggi non possano che compiere scelte sbagliate che sembrano peggiorare la situazione. Si ride pensando a cosa ancora potrà capitare a quei quattro così male assortiti. Arriva l’alba, ma di certo una bella giornata non sarà sufficiente a risolvere i problemi, né a cambiare le assurde abitudini di questi scalcagnati antieroi della provincia italiana.
Beppe Musicco
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