La vita va così racconta di uno scontro tra Giacomo ed Efisio. Il primo è il presidente di un importante gruppo immobiliare che a fine 1999 lancia il progetto di costruire un resort elegante ed ecosostenibile nel sud della Sardegna. Il secondo è un ostinato pastore di più di 80 anni che non vuole vendere il piccolo appezzamento di terra dove sorge la sua casa e dove lui riesce a pascolare le sue mucche, fino in riva a una spiaggia bellissima. In mezzo ci sono Francesca, la figlia di Efisio, e Mariano, il capocantiere di Giacomo che deve convincere il pastore a vendere.

In sintesi questa è il nucleo attorno a  cui ruota la storia di La vita va così, la nuova commedia di Riccardo Milani, ispirata a una vicenda vera.  In questa nuova avventura cinematografica lo accompagnano Virginia Raffaele che è Francesca (già sul set con Milani in Un mondo a parte), Diego Abatantuono che è Giacomo, Aldo Baglio che è Mariano e lo straordinario Ignazio Loi nei panni di Efisio. A loro si aggiunge anche Geppi Cucciari nel ruolo di un magistrato.

La vita va così è un film che in modo molto chiaro, forse fin troppo “gridato” allo spettatore con scene madri, espone la tesi che non tutto nella vita si può comprare e che, a un certo punto, la bramosia degli imprenditori si deve fermare. Dall’altra parte, con equilibrio, si rappresenta la contrapposizione tra una comunità desiderosa di nuove possibilità lavorative date dal resort in costruzione e le esigenze di salvaguardia del territorio e dei suoi equilibri.  Da questo punto di vista, il lavoro di Riccardo Milani raggiunge il suo scopo anche se la sceneggiatura è decisamente didascalica e anche i personaggi sono un po’ scolpiti con l’accetta.

Virginia Raffaele è brava a calarsi nei panni di Francesca e a imparare il dialetto sardo mentre Aldo Baglio ricorda un po’ troppo alcune espressioni che gli abbiamo visto fare nei film con Giovanni e Giacomo. Molto affaticata, invece, è la recitazione di Diego Abatantuono. La spontaneità e l’imprevedibilità sono tutte di Ignazio Loi. A Geppi Cucciari è affidato un piccolo ruolo che emerge nel finale; il suo personaggio e quello di Virginia Raffaele rappresentano la fierezza e la forza delle donne sarde.

Il film ha qualche lungaggine di troppo, soprattutto nella parte centrale quando i compaesani di Efisio tentano ripetutamente di convincerlo ad accettare la proposta economica di Giacomo che per loro vorrebbe dire avere più lavoro sicuro, ma è sorretto da un intento sincero e conferma l’abilità di Milani a realizzare film per un pubblico ampio e popolare.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube