Tratto dall’omonimo romanzo di Michela Murgia, Tre Ciotole ne raccoglie le tematiche del rapporto con la malattia e l’avvicinarsi della morte attraverso le storie di Marta (Alba Rohrwacher), principale protagonista, e del suo passato amore Antonio (Elio Germano).
Il film si apre con la fine della storia tra Marta e Antonio, scintilla che, portando Marta a una profonda riflessione sulla propria vita, innesca tutti gli eventi raccontati. Senza il suo partner, la protagonista si trova, infatti, a dover fare i conti con una nuova solitudine, che, al contrario delle cose che normalmente non le piace fare, non può semplicemente evitare pedalando via sulla sua bicicletta. Nella ricerca di una pace interiore, Marta inizialmente si richiude in se stessa, ma davanti a un dolore che è anche fisico e spinta dalla sorella, scoprirà di soffrire di una malattia clinicamente più seria. La notizia la stravolge, la conduce in una riflessione più ampia sul valore della vita e cosa sia davvero importante. Intanto anche Antonio si trova a fare i conti con il rapporto a cui lui ha deciso di porre fine, alle prese con il fatto che non basta dichiarare una relazione come chiusa per risolvere i propri problemi e che inevitabilmente il rapporto con una persona lascia un segno. Diversamente dal libro, in cui vengono raccontate più storie di personaggi diversi, il film sceglie di concentrarsi principalmente su quello di Marta e dedicare solo una piccola parte alla vicenda di Antonio. Isabel Coixet conferisce così al film un tono intimo e personale, aiutato dal formato in 4:3 e dall’alternarsi di sequenze riflessive, a volte senza dialoghi o con monologhi poetici, a momenti attivi. Aiuta così a entrare nella vita di Marta e avvicinarsi al suo cambiamento. Giocando molto sul sentimento e trattando temi di una portata profonda, il film coinvolge facilmente lo spettatore: è commovente e non strappalacrime, ma riesce a provocare chi guarda su come stia scegliendo di vivere.
Tre Ciotole è un delicato invito a non tralasciare ciò che davvero conta nella vita, che è prima di qualsiasi cosa la vita stessa, di cui viene sottolineata un’importante componente di senso misterioso e relazione sociale. Da come il personaggio di Marta muta nella sua solitudine, emerge come non possa stare di fronte a tutto ciò che le accade senza avere qualcuno con cui relazionarsi. Questo a volte sfocia in un goffo monologo, tentativo di conversare con la sagoma cartonata di una pop-star coreana, nel cui caso rimane un po’ fine a se stesso: il vero cambiamento avviene invece nel dialogo, per esempio con la gastroenterologa o un collega di lavoro. Il cammino di Marta, la porta a riguadagnare un senso di gratitudine e presenza, che non lascerà il segno solo dentro a lei, ma anche in tutti quelli con cui questo cambiamento la porterà a coinvolgersi. A cosa veramente questo mutare sia dovuto non viene dedicato troppo spazio, ma gli effetti si vedono chiaramente, sia nell’uso che Marta fa delle tre ciotole (da cui il titolo), ottenute con i punti del supermercato all’inizio del film e poi continuamente riprese in causa fino all’epilogo. Sia anche nel contrasto con il modo che ha Antonio di affrontare la stessa situazione: ogni volta che lo ritroviamo fa impressione come sia quasi sempre al punto di partenza, soprattutto se visto in paragone al cambiamento della protagonista. Alba Rohrwacher, si inserisce molto bene con la sua interpretazione nel tono di naturalezza e semplicità che accompagna tutto il film, tale pacatezza si inserisce nel lento mutamento del personaggio che interpreta: Marta passa da sperimentare un intenso dolore a riguadagnare tutta la sua gioia di vivere, ma non è un processo che avviene di punto in bianco.
Per la portata che i temi trattati hanno, vengono affrontati dal film con dignità, tanto da riuscire, anche con delle forme molto poetiche – che rischiano il sentimentalismo, ma non lo toccano – a innescare una domanda nello spettatore su cosa significhi implicarsi nella propria vita.
Valentina Villa
Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema
Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube