Bernard Garrett è un giovane afroamericano nel Texas degli anni 50. Ha una mente brillante e un sogno: diventare un imprenditore immobiliare, proprio come i bianchi. Arrivato in California, grazie alla moglie conosce Joe Morris, un altro afroamericano con il pallino degli affari. Si mettono in società e iniziano a investire in immobili. Il sogno, però, è quello di acquistare il palazzo che ospita una serie di banche. Essendo due imprenditori di colore, per questo passo devono farsi rappresentare da un uomo bianco e assumono così Matt Steiner che diventa il loro volto pubblico. Tutto va a gonfie vele fino a quando Bernard non convince Joe a tornare in Texas e a fare il grande passo nella finanza; acquistare una banca per dare prestiti anche alla comunità nera che era molto penalizzata dagli istituti di credito.

Per realizzare questo film che ha avuto una lunga gestazione – si dice che il copione giacesse da tempo sulle scrivanie degli studios di Hollywood – George Nolfi (sceneggiatore diventato famoso nel 2011 per aver diretto I guardiani del destino) si è affidato a un volto di grande carisma come quello di Samuel L. Jackson (nei panni di Joe e produttore esecutivo del film) e a quello di Anthony Mackie (Bernard), il Falcon della saga Marvel. Matt Steiner, invece, è impersonato da Nicholas Hoult. Il film racconta bene la parabola economica e finanziaria dei due protagonisti e la loro ambizione. C’è qualche lentezza di sceneggiatura soprattutto nella prima parte ma, quando il film entra nel vivo, la storia avvince, soprattutto quando i tre soci iniziano ad avere una serie di problemi e si scontrano con il razzismo imperante nel mondo finanziario.

Samuel L. Jackson finisce quasi con il rubare la scena a Mackie non sempre molto espressivo mentre Hoult se la cava bene nei panni del prestanome Matt. Intendiamoci: The Banker – disponibile su Apple Tv – non è un film palpitante ma ha il merito di trattare il tema del razzismo da un punto di vista particolare, quello imprenditoriale e bancario, che raramente era stato approfondito; il tocco in più è dato dal fatto che si tratti di una storia vera. Da seguire i titoli di coda, con una serie di informazioni sulla biografia di Bernard e Joe.

Aldo Artosin