In Cina, durante la dinastia Tang, un’associazione segreta chiamata “I pugnali volanti” si oppone all’imperatore. L’ispettore Leo manda l’agente Jin a investigare su una ballerina cieca di nome Mei, in quanto sospetta di appartenere all’organizzazione. Leo la arresta, in modo che Jin la possa liberare facendosi credere suo alleato e scoprire dove si nasconda il resto dell’associazione. Insieme, Mei e Jin cominciano un viaggio misterioso.,Zhang Yimou è uno dei registi cinesi più sensibili, creativi e poetici. Le sue opere travalicano il gusto orientale e hanno incantato gli spettatori di tutto il mondo, per la sensibilità unita all’eleganza della narrazione. Film come “Lanterne rosse”, “Vivere!”, “La strada verso casa”, “Non uno di meno”, pur essendo profondamente radicati nella cultura cinese, hanno incontrato e toccato le corde più profonde del pubblico occidentale. Il regista si era già accostato al genere epico e popolare chiamato “wuxiapian”, con “Hero” (vedi la recensione nel nostro Archivio Film), ma il salto qualitativo con “La foresta dei pugnali volanti” è impressionante. Il film si apre con una scena in una casa di tolleranza, in cui una danzatrice cieca (Zhang Ziyi) si cimenta in una sorta di danza dell’eco. Circondata da tamburi sui quali un ospite lancia fagioli secchi, deve ripetere le percussioni toccando i tamburi con le lunghe maniche del suo vestito. È un momento indimenticabile di danza, coreografia, effetti speciali e fotografia, paragonabile all’impatto che hanno lasciato nella storia del cinema certe scene di ballo di Fred Astaire o di Gene Kelly. Vedere i movimenti farsi sempre più atletici, il ritmo più incalzante, i suoni più veloci, mentre al tempo stesso i ralenti svelano particolari invisibili prima all’occhio procura un’emozione vivissima in chi guarda. E questa non è l’unica scena che nel film lascia il fiato sospeso. Mano a mano che il viaggio di Mei e Jin prosegue e i pericoli aumentano, il film svela una storia ricca e complicata, con colpi di scena, triangoli amorosi, storie di guerra e di passione. E ancora combattimenti impressionanti. Sicuramente è un film in cui la storia si piega a servire solo da legame tra le scene di maggior effetto, ma il risultato è degno di un’opera lirica con interpreti di altissimo valore.,Beppe Musicco,