Tra gli anni 80 e 90, in un’Italia investita dalla cultura dell’amore libero e della libertà di espressione, Riccardo Schicchi fonda l’agenzia Diva Futura: una “famiglia”, un luogo sicuro per tutte quelle attrici destinate a diventare le leggende del porno italiano. Eva Henger, Moana Pozzi, Ilona Staller e molte altre verranno così catapultate nello scintillante mondo dello star system pornografico; costantemente sotto l’occhio dei riflettori, tra contraddizioni, pregiudizi e grandi successi, il folle gruppo di Diva Futura attraverserà la storia italiana lasciando un segno nella sua cultura popolare.
Presentato in concorso all’81ª edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Diva Futura è il secondo lungometraggio per Giulia Louise Steigerwalt, che dopo il bell’esordio con Settembre (David per Miglior esordio alla regia e Miglior attrice protagonista a Barbara Ronchi nel 2023) affronta la controversa storia di Riccardo Schicchi e della sua caotica e allegra agenzia attraverso uno sguardo affettuoso, empatico e mai morboso: presentato come uno squinternato gentiluomo, Riccardo Schicchi è ben interpretato da un Pietro Castellitto che per fisionomia e gestualità risulta particolarmente somigliante all’originale. Al suo fianco troviamo la sempre bravissima Barbara Ronchi nei panni della segretaria, che è anche narratrice per tutto il film nonché autrice del libro a cui il film stesso si ispira, e il trio di bravissime attrici Denise Capezza-Tesa Litvan–Lidija Kordić, delicate e sempre misurate nell’interpretare rispettivamente Moana Pozzi, Eva Henger e Ilona Staller.
La scrittura del film riesce nell’impresa di aggirare il lato più malsano di quel mondo, dandoci comunque modo di osservarlo in tutte le sue contraddizioni, violenze e ricadute sociali: la scelta di attestarsi sui toni gioiosi di un’ironia intelligente e non banale risulta dunque vincente, permettendo allo spettatore di empatizzare con i personaggi, tutti credibili ed eccelsamente costruiti per lo schermo. Al netto di qualche ingenuità di regia, Diva Futura si presenta dunque come un’opera ricca di spunti e piena di una delicatezza per nulla scontata nella rappresentazione di temi affini.
Letizia Cilea
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