Nel solco del revival delle fiabe che ha invaso la televisione e il cinema, questa prima Biancaneve (tra qualche mese arriverà quella gotica con Charlize Theron e Kristin Stewart) sceglie la strada del pastiche musicale ad alto tasso di colore e surrealtà con il risultato di perdere di vista i pochi punti fermi necessari ad ogni racconto che si rispetti.,Concentrato quasi unicamente sull'aspetto visivo della pellicola, il regista Tarsem Singh (un po' come accadeva negli egualmente deludenti The Cell e Immortals) parte dal punto di vista di una regina vanesia e in bolletta (Julia Roberts, autoironica, ma non in grado di reggere tutto il film), ma poi divaga, si dedica (poco) a una Biancaneve fastidiosamente ingenua e a un principe azzurro eccessivamente ottuso (Armie Hammer di cui si possono apprezzare i pettorali ma poco altro) e perde tempo con i nani, simpatici sì, ma alla fine non molto efficaci.,Il modo in cui la vicenda si svolge ha coordinate impossibili da decodificare (distanze, geografia e spostamenti assolutamente casuali), ma soprattutto dà costantemente l'impressione di essere poco più di un palcoscenico in cui si svolgono scenette di diversa efficacia.,Anche il tono e il target della pellicola resta incerto: l'eccessiva semplicità dell'intreccio lo farebbero pensare destinato ai bambini (o meglio alle bambine), ma poi molte battute e sottointesi sembrano piuttosto destinati alle coetanee della Roberts, preoccupate delle rughe e sempre alla ricerca dell'ultimo ritrovato per mantenersi eternamente giovani.,Ma il difetto fatale della pellicola sta forse nel fatto che non riesce mai a prendersi o a farsi prendere sul serio: la posta in gioco dichiarata, la vita di Biancaneve, ma soprattutto il suo “credere in se stessa” (non certo un'idea di grande originalità), sono solo parole che non vivono mai nel tessuto del racconto. ,L'uso degli appuntamenti della fiaba è discontinuo e non sempre efficace. La versione brigantesca dei nani procede a intermittenza (e le caratterizzazioni non sono esattamente brillanti), la mela compare nel finale e viene liquidata quasi solo per dovere, mentre funziona meglio l'inversione di ruoli nel bacio destinato a “risvegliare” l'amore…,Non abbastanza, comunque, per fare un film, cosa di cui si accorgono anche i bambini ormai abituati a ben altro livello di invenzione.,Luisa Cotta Ramosino