…altrimenti ci arrabbiamo!  racconta di due vecchi amici, Carezza e Sorriso che, dopo essere cresciuti come fratelli, si allontanano a causa di un litigio. La ragione? Essersi fatti soffiare dal perfido Torsillo la tanto amata Dune Buggy. Grazie all’aiuto della circense Miriam, decidono di tornare insieme per recuperare l’automobile ma, per riuscirci, devono sconfiggere la temibile gang dei Cobra…

Reboot di uno dei film più amati della coppia Bud Specer & Terence Hill, Altrimenti ci arrabbiamo è diretto da Antonio Usbergo e Niccolò Celaia in arte YouNuts! al loro secondo lungometraggio dopo essersi affermati come registi di videoclip. Il film – che inizia con un veloce riassunto di quanto accadde nell’originale del 1974 – vuole essere il tributo a una delle coppie più celebri del cinema italiano che ha fatto divertire intere generazioni, non solo negli anni ’70. In questa nuova versione, gli YouNuts! affidano il ruolo di Spencer a Edoardo Pesce nei panni di Carezza e quelli di Hill ad Alessandro Roia nei panni di Sorriso. Un ruolo importante lo ha Alessandra Mastronardi che impersona la circense Miriam per la quale i due amici finiranno per battersi con lo scopo di recuperare la Dune Buggy rossa e gialla. Il film non ha una collocazione temporale chiara; è un inno all’amicizia e alla generosità e vuole essere una sorta di favola universale caratterizzata dalla classica lotta tra il bene e il male che qui è rappresentato da Christian De Sica nei panni dello speculatore Torsillo.

Come prevedibile, in Altrimenti ci arrabbiamo non mancano le classiche scazzottate, marchio di fabbrica di Bud Spencer & Terence Hill; quello che manca è un po’ di verve, di comicità, qualche gag che si ricordi volentieri. Manca la leggerezza dei film della coppia e, nel complesso, il racconto risulta un po’ fiacco. Pesce e Roia si impegnano molto ma il confronto con la coppia originale è impari; tanto era spontanea l’intesa tra Bud e Terence quanto risulta un po’ troppo costruita quella tra Carezza e Sorriso. Altrimenti ci arrabbiamo – coprodotto anche da Netflix che garantirà una circuitazione mondiale – rischia di essere un’operazione nostalgica che non convincerà i fan del cult diretto da Marcello Fondato e non attirerà lo spettatore di oggi che conosce poco del film del 1974. Due curiosità: il finale sembra far presagire un sequel; la colonna sonora include la reinterpretazione da parte di Federico Zampaglione del celebre brano “Dune Buggy” degli Oliver Onions e il brano inedito scritto, interpretato e prodotto dallo stesso Zampaglione, “Dodging Bullets”.

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